Casalinghe sovversive

Ad Albumarte il pensiero femminista di La Murguía

La Murguía, «Las Sobrantes», 2016.
Silvano Manganaro |  | Roma

La mostra «Subversiones» di Estibaliz Sádaba Murguía ad Albumarte (dall’11 novembre al 12 dicembre) conferma due caratteristiche specifiche di questo spazio indipendente votato all’arte contemporanea: la volontà di collaborare con gli istituti culturali stranieri (in questo caso la Real Academia de España a Roma) e l’attenzione verso il pensiero femminista.

La Murguía, artista basca classe 1963, ha incentrato il lavoro degli ultimi anni sulla ricerca e la denuncia della condizione della donna, tanto nella società che nel ristretto mondo dell’arte. Espone una serie di lavori con tecniche diverse, come la fotografia e il collage, e un video realizzato appositamente. Quest’ultimo, dal titolo «Sovversioni domestiche», è frutto del progetto di ricerca portato avanti nel 2018-19 durante la sua residenza all’Accademia spagnola e indaga il modo in cui la donna è state relegata nello «spazio domestico». Un ambiente che, con l’esplodere della pandemia, ha assunto un ruolo ancor più importante nell’equilibrio psicologico ed emotivo della società.

Nel video compaiono anche due storiche pensatrici e militanti femministe italiane, Silvia Federici e Mariarosa Della Costa, che tentano di reinterpretare lo spazio casalingo, trasformandolo in uno «spazio egualitario che permetta alle donne di generare un nuovo modo di interazione e socializzazione».

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