Capriccio e natura si incontrano a Macerata

Gaspare Gasparrini, «Madonna col Bambino e sant’Antonio» (part.)
Stefano Miliani |  | Macerata

Macerata. A fine Cinquecento i venti che portavano molti pittori dalla «Maniera» verso sponde più naturalistiche soffiavano anche a Macerata. È una traccia della mostra «Capriccio e natura: arte
nelle Marche del secondo Cinquecento. Percorsi di rinascita», allestita dal 7 dicembre al 13 maggio nei Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi e a cura di Anna Maria Ambrosini Massari, docente di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Urbino, e di Alessandro Delpriori, il sindaco-storico dell’arte di Matelica. I curatori intendono rendere onore a opere colpite o lambite dal terremoto, magari restaurate, con una rassegna, scrive la studiosa, che «non sia un evento ma un argomento» che spinga a far rientrare dipinti e sculture nelle loro sedi spesso inagibili. Infatti
il catalogo documenta anche cicli decorativi in luoghi chiusi per il sisma.

Il fulcro, osserva la storica
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