Camille Pissarro, pittore che univa i pittori

Fu anche «fonte di ispirazione per gli altri artisti» secondo il direttore del Kunstmuseum di Basilea

«Ritratto di Félix Pissarro» (1881), di Camille Pissarro (particolare). © Tate Images
Elena Franzoia |  | Basilea

Con la mostra «Camille Pissarro. Lo studio del Modernismo» (fino al 23 gennaio) il Kunstmuseum approfondisce un artista di particolare importanza per le sue collezioni, il cui nucleo impressionista nacque proprio dall’acquisto, nel 1912, di «Un coin de l’Hermitage, Pontoise» (1878). «Credo che Pissarro sia oggi particolarmente interessante perché invece di dividere gli artisti cercava di unirli», afferma il direttore del Kunstmuseum Josef Helfenstein, che ha curato la mostra con Christophe Duvivier.

«Ha infatti esercitato un ruolo paterno nei confronti degli altri membri dell’Impressionismo, tutti più giovani, prendendosene cura. Pissarro era del resto un outsider, come Mary Cassatt, essendo nato nei Caraibi e di origine ebrea, e per questo operò sempre nella direzione dell’integrazione. La mostra si prefigge di rendergli giustizia anche come fonte di ispirazione per gli altri artisti. Un progetto innovativo perché presenta opere dell’intero movimento impressionista spesso poco note al grande pubblico».

I lavori esposti, che dimostrano l’abilità dell’artista nel ritrarre sia il paesaggio sia la figura umana e la sua attenzione per il dato sociale, provengono dai musei più importanti del mondo, come il «Boulevard Montmartre di notte» conservato alla National Gallery di Londra o la «Donna con il fazzoletto verde» del parigino Musée d’Orsay.

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