Bourgeois pittrice al Met

A New York una mostra indaga il capitolo poco conosciuto della ricerca della celebre artista francese

«Roof Song» (1946-1948) di Louise Bourgeois © The Easton Foundation/Licensed by VAGA at ARS, New York
Giovanni Pellinghelli del Monticello |  | New York

«Louise Bourgeois: I dipinti», mostra appena inaugurata e visitabile sino al 7 agosto 2022 al Metropolitan di New York (The Met Fifth Avenue), curata da Clare Davies, Associate Curator in the Department of Modern and Contemporary Art del Metropolitan Museum, è la prima mostra completa di dipinti della celebre artista francese, certamente più nota come scultrice.

I dipinti sono stati realizzati fra il suo arrivo a New York da Parigi, nel 1938, e il periodo in cui ha iniziato a distaccarsi dalla pittura per dedicarsi totalmente alla scultura, nel 1949. Benché Louise Bourgeois (1911-2010) sia oggi nota e apprezzata come scultrice, è in questo primo corpus di opere (create nel decennio cruciale vampirizzato dalla Seconda Guerra Mondiale) che si è realizzata la sua maturazione artistica, fissando quel nucleo fondante di temi visuali che avrebbe continuato a esplorare e sviluppare nel corso della sua carriera decennale.

In questa mostra è finalmente illustrato il capitolo formativo, ma meno noto, della poetica dell’artista. Infatti, se questi primi dipinti di Louise Bourgeois sono oggi riconosciuti come fondamento di tutta la sua opera artistica, che alle loro tematiche e ricerche va ricondotta, viceversa non è ancora ampiamente nota l’attività di Louise Bourgeois pittrice a New York per dieci anni, un periodo in cui la città diveniva un centro vitale internazionale nel dibattito critico sulla pittura.

Questa mostra rivela appunto il genoma dello sviluppo dell'artista, i temi che sarebbe successivamente fioriti e avrebbero dato i loro frutti nell’espressione tridimensionale della sua creatività. I dipinti di Bourgeois possono essere considerati una sorta di suoi «autoritratti»: hanno lo scopo di identificarla e localizzarla, ed evocano allo stesso modo il senso di «spostamento» che ha accompagnato il suo trasferirsi da Parigi negli Stati Uniti alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale.

Questa prima fase americana della sua attività artistica riflette l'intima conoscenza che Bourgeois aveva tanto dei movimenti d'avanguardia europei del XX secolo, in particolare l'Architettura Modernista e il Surrealismo, quanto della scena artistica in rapida e tumultuosa evoluzione di New York degli anni Quaranta.

Evidente è anche il suo interesse per le regole fissate dal Rinascimento italiano e francese nella rappresentazione dello spazio tridimensionale e nell'architettura, temi che studiò sulla collezione di disegni e stampe del Metropolitan. La mostra comprende la serie «Femme Maison», sull’ibrido fra «donna» e «casa», primi lavori come «Confrérie» (1940), una selezione di opere astratte ad olio (1942-1944) e un gruppo di dipinti successivi che anticipano visivamente il suo futuro dedicarsi alla scultura e all’espressione artistica tridimensionale.
Dopo il suo debutto al Metropolitan, la mostra si sposterà al New Orleans Museum of Art (NOMA), dal 7 settembre 2022 al 1° gennaio 2023.

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