Black star: chi sono e quanto costano

Identikit degli artisti afroamericani e africani più richiesti

Federico Florian |

L’ascesa degli artisti afroamericani e africani era in corso da qualche anno; Black Lives Matter non ha fatto altro che accelerare un fenomeno trainato anche dalla continua crescita sul mercato del «Picasso nero» Jean-Michel Basquiat. Lo stesso padiglione statunitense alla prossima Biennale di Venezia avrà come protagonista la scultrice Simone Leigh, afroamericana come Martin Puryear e Mark Bradford, che l’hanno preceduta rispettivamente nel 2019 e nel 2017. Ecco gli identikit delle «stelle nere» più richieste, con il record d’asta e le gallerie di riferimento.

John Akomfrah (Ghana, 1957)
Record d’asta: non disponibile. Gallerie: Lisson Gallery
Artista, scrittore e regista, è noto per i suoi film lirici e per le installazioni multicanale che esplorano le complessità della diaspora africana in Europa. Residente a Londra e cofondatore del Black Audio Film Collective, è considerato una figura fondamentale del cinema black britannico.

El Anatsui (Ghana, 1944)
1,5 milioni di dollari. Goodman Gallery, Jack Shainman
Produce opere murali monumentali a metà tra arazzi, sculture e dipinti. Composti da innumerevoli tappi d’alluminio di bottiglie di bevande alcoliche, poi tessuti insieme con dei fili di rame, i suoi lavori alludono al legame tra vendita di alcolici e tratta dei neri.

Amoako Boafo (Ghana, 1984)
1,1 milioni di dollari. Mariane Ibrahim Gallery, Robert Projects
Produce vibranti ritratti di persone di colore su sfondi monocromi. I suoi dipinti, realizzati con l’uso delle dita, sono ispirati al Secessionismo Viennese e ad artisti storici quali Egon Schiele. Vive a Vienna dal 2014.

Mark Bradford (Los Angeles, 1961)
11,9 milioni di dollari. Hauser & Wirth
I suoi enormi dipinti astratti e materici inglobano pittura, porzioni di cartelloni, stampe e materiali di diverso genere. Tali laboriose superfici evocano spesso eventi di natura politica e sociale.

Theaster Gates (Chicago, 1973)
800mila dollari. Gagosian, White Cube
I suoi progetti di arte sociale e le sue performance, sculture e installazioni riflettono sul razzismo in America, sull’eredità dello schiavismo e la povertà che affligge alcune comunità afroamericane, nel tentativo di generare reali cambiamenti nel tessuto sociale del Paese. Si definisce «artista a tempo pieno, urbanista a tempo pieno e predicatore a tempo pieno».

Arthur Jafa (Tupelo, Mississippi, 1960)
56mila dollari. Barbara Gladstone
Videoartista e filmmaker. La sua opera più celebre è il video «Love Is the Message, The Message Is Death», composto da fotografie trovate e videoclip che illustrano la storia e la cultura afroamericane; fra questi, filmati di episodi di violenza da parte della polizia e proteste legate al Movimento dei diritti civili.

Simone Leigh (Chicago, 1967)
403mila dollari. Hauser & Wirth
È nota soprattutto per le sue sculture di argilla che spesso assumono la forma di contenitori e busti femminili. In questi lavori dalla raffinata tattilità, l’artista esplora il modo in cui i corpi delle persone nere sono stati rappresentati e mostrati nel corso della storia. È vincitrice dell’Hugo Boss Prize 2018.

Glenn Ligon (New York, 1960)
3,9 milioni di dollari. Hauser & Wirth, Thomas Dane, Regen Projects
Artista concettuale noto per i suoi dipinti, stampe e neon popolati da testi e citazioni da autori quali Gertrude Stein e Walt Whitman. I suoi lavori esplorano l’intreccio tra genere, sessualità e stereotipi razzisti.

Ibrahim Mahama (Ghana, 1987)
105.800 dollari. White Cube
È noto per avvolgere le superfici esterne degli edifici in vecchi sacchi di iuta, che poi cuce insieme per creare enormi trapunte in stile patchwork. Alla Biennale di Venezia del 2019 ha creato un ambiente fatto con le reti che vengono usate in Ghana per affumicare il pesce.

Kerry James Marshal (Birmingham, Alabama, 1955)
21,1 milioni di dollari. David Zwirner, Jack Shainman Gallery
Celebre per i suoi coloratissimi e complessi dipinti realistici, i cui personaggi sono esclusivamente figure dalla pelle nera. In questi lavori l’artista reinterpreta la storia dell’arte e i canoni pittorici occidentali da un punto di vista squisitamente black.

Julie Mehretu (Addis Abeba, Etiopia, 1977)
5,6 milioni di dollari. White Cube, Marian Goodman
Artista americana di origini etiopi, celebre per i suoi enormi dipinti astratti ispirati a Kandinskij, Malevic e agli espressionisti astratti. Scorci architettonici ed elementi topografici si intrecciano nelle sue epiche rappresentazioni dello spazio urbano.

Zanele Muholi (Sudafrica, 1972)
44.400 dollari. Yancey Richardson, Stevenson
Attivista LGBTQ+, le sue fotografie, video e installazioni intrecciano una riflessione su politiche di genere e identità black. Per la serie «Faces and Phases» (2006-11), Muholi ha fotografato oltre 200 individui appartenenti alla comunità lesbica sudafricana.

Pascale Marthine Tayou (Camerun, 1967)
400mila dollari. Galleria Continua, Richard Taittinger
Dopo gli studi in legge, comincia a esporre i propri lavori a inizio anni Novanta, in un’epoca particolarmente turbolenta dal punto di vista politico per l’Africa occidentale. Le sue installazioni, create a partire da oggetti a materiali di scarto, riflettono con brio e ironia sulle società africane post coloniali.

Martin Puryear (Washington, 1941)
1,8 milioni dollari. Berggruen, Matthew Marks
È noto per le sue sculture fatte a mano con tecniche tradizionali e per le stampe dagli intricati motivi geometrici. Questi lavori, nati dal connubio tra astrazione e lavorazione del legno, si caricano di significati simbolici, alludendo a temi quali la perdita, il vuoto e l’incertezza.

Kara Walker (Stockton, California, 1969)
502mila dollari. Sikkema Jenkins & Co, Sprüth Magers
I suoi lavori rappresentano scene di violenza e schiavitù, i cui protagonisti sono figure di carta ritagliata dai tratti spesso caricaturali. Lo stile della Walker rammenta l’illustrazione africana tradizionale e un certo folclore visuale dell’America pre guerra civile.

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