Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Redazione GdA
Leggi i suoi articoliL’analista del mercato dell’arte Clare McAndrew, che per conto di Tefaf ha analizzato per otto anni i dati annuali del mercato, lavorerà d’ora in poi con la fiera Art Basel. Il primo «Art Basel and Ubs Global Art Market Report» verrà pubblicato in coincidenza con la prossima edizione di Hong Kong della fiera (23-25 marzo 2017).
Sarà un report «molto differente» da quello prodotto finora per Tefaf, ha dichiarato la McAndrew, sebbene la metodologia per la raccolta e l’elaborazione dei dati rimanga sostanzialmente la stessa.
«Concentrerò il mio lavoro sull’aumento di informazioni sulle vendite a trattativa privata». Il presidente e amministratore delegato di Tefaf, Patrick Van Maris, che augura alla McAndrew successo per il nuovo corso della sua vita professionale, ha dichiarato da parte sua che il report di Tefaf sarà ancora pubblicato con cadenza annuale.
Altri articoli dell'autore
Nel Quintana Roo, durante i lavori del Tren Maya, è stato registrato un nuovo sito archeologico maya: El Jefeciño. Esteso per almeno 100 ettari e composto da circa 80 strutture, il complesso apre una nuova fase di studio sulla rete insediativa del sud della penisola. La scoperta riaccende il nodo tra sviluppo infrastrutturale, tutela del patrimonio e ruolo delle comunità locali.
Il progetto In «2.73 giorni», ospitato a Venezia negli spazi di Casa 2.73 e curato da Susanna Ravelli e Francesco Perozzi, riflette sulla condizione dell’abitare contemporaneo a partire dal dato del turismo di breve durata. Attraverso pratiche artistiche e partecipative di Atelier dell’Errore, Renata Boero e Giovanni Gaggia, la casa si trasforma in dispositivo critico tra spazio domestico, città e comunità
Una scultura non autorizzata è apparsa a Waterloo Place, nel centro di Londra, e successivamente rivendicata da Banksy. L’opera raffigura un uomo accecato da una bandiera e si inserisce nel contesto monumentale e istituzionale della zona. Il gesto riattiva il confronto tra arte pubblica, spazio urbano e controllo.
Il progetto rilegge archivi di filigrane del XV secolo come dispositivi visivi e politici. Attraverso proiezioni, suono e installazioni, l’opera indaga il ruolo della carta nella costruzione di autorità, conoscenza e sistemi di validazione



