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Mostre

Angeli, luce e silenzi a Fabriano

Alla Pinacoteca Molajoli i caravaggisti nelle Marche, Gentileschi in testa

Un particolare di «La Circoncisione di Gesù Bambino» di Orazio Gentileschi: la giovane che suona l'organo sarebbe la figlia Artemisia

Fabriano (An). Orazio Gentileschi ritrasse la giovanissima figlia Artemisia in una «Circoncisione di Gesù» del 1607? Il dipinto arriva dalla Pinacoteca Civica Podesti di Ancona a Fabriano per «La luce e i silenzi: Orazio Gentileschi e la pittura caravaggesca nelle Marche» e la proposta, messa in evidenza dalla giovane storica dell’arte Lucia Panetti, è una delle novità che porta in dote la mostra curata da Anna Maria Ambrosini Massari e Alessandro Delpriori alla Pinacoteca Molajoli dal primo agosto all’8 dicembre.

La rassegna s’impernia sul pittore che soggiornò nel borgo dal 1613 al 1619 (dove lasciò opere come la «Vergine del Rosario» del museo stesso), estendendosi a nomi quali Giovanni Baglione, Valentin de Boulogne o Antiveduto Gramatica fino al contrappunto di autori più classicisti tra cui Giovanni Lanfranco o Guido Cagnacci. «Intendiamo impostare un discorso sul Gentileschi e il caravaggismo nelle Marche finora mai affrontato così compiutamente e far interagire i dipinti in modo innovativo», riferisce Anna Maria Ambrosini.

Docente a Urbino, la studiosa cita, per esemplificare, il confronto «per la prima volta diretto tra la Maddalena fabrianese del Gentileschi con quella da Fano di Giovan Francesco Guerrieri». Tornando ad Artemisia, il suo volto dove emerge? «Nel coro di angeli una giovinetta suona un organo. Ci pare riconoscibilissima perché la pittrice si è autoritratta spesso. Con numerose novità emerse dai documenti la mostra, fatta da specialisti e da ricercatrici d’archivio, ha dipinti tutti calibrati sull’argomento».

Orazio Gentileschi conclude un ciclo, «Mostrare le Marche»: «È l’ultima di una serie di mostre, sintetizza Delpriori, che la Regione Marche ha promosso dal 2017 per rivitalizzare il territorio del sisma. È anche un simbolo politico, sociale e civile. La vera controriforma secentesca nelle Marche arriva a Fabriano, quindi è un senso di rinascita culturale di quel momento che oggi deve essere ancora più presente». Hanno contribuito Comune e Ministero per i Beni e le Attività culturali. Catalogo Lavoro Editoriale.

Stefano Miliani, da Il Giornale dell'Arte numero 399, agosto 2019


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