Alberto Martini, la penna come bisturi

Francesca Romana Morelli |  | Roma

«Mentre si avventurava nei territori dell’irrazionale e del visionario, Alberto Martini usava “la penna più sottile del mondo, la Made in England”, come precisa nell’autobiografia. Arrotata ulteriormente sulla pietra indiana, questa si trasformava in un “bisturi dell’arte” con cui poteva esercitare una cura ossessiva da miniaturista nella definizione dei dettagli lenticolari delle sue invenzioni», spiega Monica Cardarelli della Galleria del Laocoonte, che tira le somme di una stagione espositiva densa proponendo una nuova mostra del maestro veneto nella galleria antiquaria del socio e marito Marco Fabio Apolloni in via del Babuino.

Pittore, incisore e illustratore, Alberto Martini (1876-1954) possedeva uno straordinario talento grafico, alimentato dai rapporti con l’ambiente culturale tedesco e dal suo proiettarsi su un piano lavorativo ed espositivo europeo. La sua natura artistica
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