Acrobata, modella e poi artista

Un catalogo di mostra su Suzanne Valadon testimonia il talento di un gruppo di donne protagoniste dell'arte tra Otto e Novecento

Suzanne Valadon nel suo studio
Chiara Pasetti |

Negli anni tra il 1880 e il 1940 la Francia conobbe una vera e propria esplosione artistica, culturale e sociale. Fu un’epoca di grandi trasformazioni e conquiste soprattutto per le donne artiste, le quali presero consapevolezza della necessità di avere gli stessi diritti degli uomin. A tal fine intrapresero azioni collettive che si coagularono nella fondazione, nel 1881, dell’Union des femmes peintres et sculpteurs. Grazie alle loro battaglie nel 1897 le donne poterono finalmente accedere non solo alle principali accademie private ma anche all’École nationale des Beaux-Arts, nonché concorrere al prestigioso Prix de Rome (istituito ben due secoli prima).

Il catalogo, a corredo della mostra su Valadon e sulle sue contemporanee, tenutasi presso il Musée des Beaux-Arts di Limoges, vuole testimoniare, attraverso diversi contributi e oltre duecento illustrazioni, il talento di un gruppo di donne che furono le grandi protagoniste della storia dell’arte non solo francese a cavallo tra Ottocento e Novecento, raccontandone il percorso di fatica, impegno e coraggio verso la conquista di uno status e di un’emancipazione sofferta.
Suzanne Valadon è emblematica in tal senso; da giovanissima era acrobata, poi divenne la modella di molti pittori tra cui Renoir, Toulouse-Lautrec, Puvis de Chavannes. L’incontro con Degas segnerà la sua svolta; il maestro ne vedrà i disegni, intuendone immediatamente le potenzialità. Suzanne sarà una delle prime donne ad essere ammessa alla Société Nationale des Beaux-Arts.

Nel testo la si vuole sganciare definitivamente dal duo maschile Utter-Utrillo a cui viene ancora associata: il primo fu il suo compagno, il secondo il figlio avuto a diciotto anni da padre probabilmente ignoto. Suzanne non fu la musa di Utrillo quanto, a tutti gli effetti, la sua guida e le maître. Del resto non è la sola a essere ricordata quasi sempre in rapporto al maschile: si pensi soltanto a Camille Claudel, presente anch’essa in mostra e nel catalogo, che dopo anni di successi e consensi da parte dei maggiori critici del tempo, per la sua personalità eccentrica e le sue scelte controcorrente, terminò la sua vita in un manicomio.
Valadon, pioniera anche sotto l’aspetto delle tecniche pittoriche e della scelta dei temi, mise al centro dei suoi dipinti il corpo nudo; il suo «Adam et Ève» del 1909, al pari della scultura «La Valse» di Claudel, fu motivo di grande scandalo.

Accanto a Suzanne il catalogo riunisce una cinquantina di artiste come Sonia Delaunay, Marie Laurencin, Tamara de Lempicka, e altre meno note, ma estremamente talentuose, che precorsero il surrealismo e l’astrattismo e presero parte attivamente alle principali avanguardie del Novecento.

Valadon et ses contemporaines. Peintres et sculptrices 1880-1940,
a cura di Magali Briat-Philippe e Anne Liénard,208 pp., ill., In Fine Éditions, Parigi 2020, € 29

© Riproduzione riservata «La stanza blu» di Suzanne Valadon
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