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Acquisti online: non fidatevi di voi stessi

Consigli per i neofiti delle aste in rete

«L’arciduca Leopoldo Guglielmo d’Austria nella sua galleria di dipinti a Bruxelles» (1650 ca) di David Teniers il Giovane, Madrid, Museo del Prado

Comprare online non è la cosa più innocua al mondo da fare comodamente seduti a casa propria, perché può essere anche l’inizio di una catena di sbagli micidiali. Finché comprate su eBay uno scaldabiberon di seconda mano a 10 euro va tutto bene, anche se quando aprite la confezione il colore lavanda dell’aggeggio farebbe vomitare qualsiasi neonato.

Quando invece ricevete la «Natura morta» napoletana del Seicento comprata online e vi accorgete che la miscela dei colori terrosi e marronastri è ben lontana degli incantevoli colori della splendida riproduzione del catalogo online e che ci sta come i cavoli a merenda con il delicato damasco pervinca del divano della nonna, allora sono 10mila euro buttati per amore dell’arte.

Comprare online senza un’esposizione pubblica precedente è un esercizio assai arduo, riservato soprattutto ai professionisti. Se, malgrado tutto, volete provarne l’ebbrezza, abbiamo elaborato questa guida all’acquisto. Anzitutto non fidatevi del vostro peggiore nemico: voi stessi. Il vostro cervello normalmente vi vuole bene, dunque evita di essere troppo castrante con voi. Quando vedete un oggetto de visu, ne capite immediatamente tutti i difetti, il volume esatto, i colori reali, le incoerenze, e quindi non dovete interpretarlo perché l’oggetto è crudo, nudo davanti a voi.

Quando invece visionate un’asta sul vostro smartphone è molto diverso, perché dovete interpretare una piccola immagine tutt’al più grande quanto lo schermo. A questo punto siete sopraffatti da una serie di ricordi, interpretazioni e voglie che rendono la nostra «Natura morta» sempre più viva e allettante, ma è solo una svista vostra e l’«effetto fango» del quadro in verità esiste sempre, ma l’avete semplicemente sublimato. Per evitare questo inganno, chiedete sistematicamente alla casa d’aste altre immagini dell’oggetto.

Saranno fatte al momento in modo meno artistico e vi consentiranno di vedere il vostro quadro in modo molto più realistico. I più grandi esperti, quando non possono visionare dal vero un quadro, chiedono sempre una riproduzione in bianco e nero (come esigeva Federico Zeri): è incredibile come in questo modo si riescano a cogliere tutti gli effetti di costruzione di una composizione non più abbelliti dal colore. Conosco un esperto di bronzi antichi che anche di fronte all’oggetto era solito chiedere di scattare delle foto Polaroid.

La loro assenza totale di raffinatezza e di prospettiva faceva risaltare tutti i difetti dell’oggetto, che l’occhio dell’esperto non voleva vedere per compiacere il cliente... Un altro massimo esperto di arredi usava la tecnica di monsieur Dior. Il sarto lavorava sempre di fronte a un enorme specchio e non guardava mai direttamente l’indossatrice bensì il suo riflesso sullo specchio, così che tutti i difetti del vestito erano evidenti.

Un altro consiglio: leggete il catalogo molto attentamente, non interpretatelo. Un quadro di 80x60 cm vuol dire che fa 80 cm di altezza e nient’altro. Il problema è che la nozione di spazio non è così immediata. Questo quadro non coprirà tutta la superficie sopra il vostro mega divano di cinque posti e sarà troppo grande sopra il vostro comodino.

Quando sfogliate un catalogo, dovete sempre avere in mano un metro e usarlo per capire l’effettiva superficie del quadro. Peggio ancora con i sopra letti. Un divano di 2,5 metri è gigantesco e la sua profondità è fondamentale per capire. Il divano inglese profondo 120 cm vi «mangia» tutto lo spazio.

Anche le cornici sono un problema con le aste online, perché spesso non sono fotografate e così vi vedete recapitare a casa un orrore assoluto; chiedete sempre una sua foto specifica.

Persino le lampade sono una fonte d’inganno. La bellissima boccia di vetro veneto di 35 cm sarà splendida a casa vostra. Peccato che l’esperto nei 35 cm abbia incluso un orrendo paralume goffrato oro non menzionato nel catalogo. L’altezza della seduta di una sedia è fondamentale: a 40 cm avete la testa nel vostro brodo, a 50 cm avete bisogno di un corso a Buckingham Palace per non macchiare tutto.

Ancora una volta, visitando una mostra pubblica vedreste subito il difetto del lotto che vi interessa, online dovete superare Sherlock Holmes. Un’ultima fonte di frustrazione sono le posate d’argento: troppo leggere sembrano fatte di latta, troppo pesanti sono attrezzi ginnici... quindi da sconsigliare online. Per concludere, i cataloghi Ikea sono fatti da dio e la loro politica di reso è eccezionale...

Concentratevi dunque su beni immediatamente riconoscibili e inconfondibili come un Fontana, una scultura di Giacometti, un cagnolino di Jeff Koons, una Ferrari Testarossa, ma la vostra famiglia potrebbe allora mettervi immediatamente sotto tutela. Ancora una volta siete il vostro peggiore nemico...

Bruno Muheim, da Il Giornale dell'Arte numero 409, agosto 2020



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