A Venezia la prima Camera Arbitrale italiana

Pubblicato il nuovo Regolamento per dirimere le controversie del mondo e del mercato dell'arte

Alessandra Donati |  | VENEZIA

Prima in Italia, la Camera Arbitrale veneziana istituisce una speciale sezione dedicata alla risoluzione delle controversie, nazionali e internazionali, nel vario contesto del mondo e del mercato dell’arte. Alla stesura del nuovo Regolamento per gli Arbitrati nell’arte, già pubblicato sul sito della Camera Arbitrale veneziana, ha lavorato un Comitato di esperti composto, oltre che dal presidente della stessa Camera veneziana, l’avvocato Patrizia Chiampan, dagli avvocati Giorgio De Nova, Elena Zucconi Galli Fonseca, Giuseppe Calabi, Fabio Moretti, Lavinia Savini, Massimo Sterpi e dalla scrivente.

L’iniziativa segna un decisivo passo nel percorso di promozione dell’arbitrato quale strumento più adeguato, soprattutto riservato, efficace ed efficiente, per la risoluzione delle specifiche controversie legate al mondo dell’arte. In Europa, infatti, era già operativa solamente un’altra Camera Arbitrale dotata di proprio regolamento in materia d’arte, la Court of Arbitration for Art (Cafa) con sede all’Aia, istituita nel 2018. La Camera Arbitrale per l’arte veneziana si distingue per la proposta di un regolamento innovativo, appropriato e rispettoso delle peculiarità del settore.

Le arti sono tante
Si è pertanto definito l’ambito di applicazione della disciplina con l’intento di prendere in considerazione l’articolata e varia tipologia delle espressioni artistiche, intese in senso ampio come opere dell’ingegno di carattere creativo di tutte le arti, compresi, oltre naturalmente a quelle visive, il teatro, la musica, ma anche il design, nonché gli oggetti di antiquariato e da collezione. (art. 1 del regolamento).

L’artista ha certamente il merito di creare oggetti speciali, caratterizzati dal duplice valore che connota l’opera d’arte, un valore artistico (immateriale) ed economico, ma ha anche il potere di coinvolgere un rilevante numero di soggetti e di relazioni: oltre all’artista, esperti, archivi ed enti organizzati per la tutela della memoria dell’artista, musei, gallerie, case d’asta, collezionisti e loro fondazioni e musei privati, restauratori, trasportatori, assicurazioni, enti culturali non profit di produzione, editori e altri ancora.

Al fine di trattare le eventuali controversie, molto spesso di natura internazionale, generate dall’intrecciarsi delle relazioni tra tali soggetti, e soprattutto al fine di dedicare alla complessa gestione e valorizzazione delle creazioni artistiche un efficiente sistema di composizione delle controversie, ci si è prefissati la realizzazione di una Camera Arbitrale internazionale ad ampia vocazione.

Un mercato a parte
Nella redazione del Regolamento per gli arbitrati nell’arte si è altresì tenuto conto del fatto che il sistema del mercato dell’arte è segnato e caratterizzato da prassi che postulano una peculiare competenza in materia; si tratta di un mercato particolare per il quale la qualificata competenza costituisce presupposto imprescindibile per una corretta valutazione delle fattispecie.

Non solo una camera internazionale specializzata nella peculiare gestione di controversie relative alla tutela del patrimonio culturale (si pensi, ad esempio, ai sempre più frequenti casi aventi a oggetto la restituzione di oggetti trafugati, illecitamente esportati o razziati), ma un organismo ove possano anche essere composte le più varie e complesse questioni che si verificano nel sistema dell’arte, anche contemporanea: dalla verifica e accertamento dell’autenticità dell’opera, tenuto conto anche dell’articolata relazione tra esperti, archivio o fondazione di riferimento, case d’asta, galleristi e collezionisti; ai contratti, di esclusiva o meno, con le gallerie, alle licenze e cessioni dei diritti patrimoniali d’autore, alle richieste di risarcimento in caso di smarrimento, distruzione o danneggiamento di opere d’arte, con coinvolgimento naturalmente anche delle compagnie assicurative, oltre a tutte le controversie relative a donazioni e vendite, comprese le controversie familiari e in tema successorio in tale ambito, di opere d’arte e delle collezioni, di opere di arte antica e classica e d’arte contemporanea.

La specifica conoscenza e sensibilità dell’arbitro, dalla quale discende la consapevolezza del necessario intervento di consulenti esperti e dei criteri e modalità di scelta degli stessi, fa della Camera Arbitrale veneziana un luogo eletto per una composizione equa e attuale delle controversie in materia.

Chi sceglie gli esperti?
È poi chiaro che particolare rilevanza sarà rivestita dal ruolo della consulenza tecnica. Si è pertanto prevista una particolare procedura per la nomina del consulente tecnico d’ufficio che, oltre a poter essere nominato dallo stesso arbitro, con riferimento anche a un elenco dei consulenti tecnici di provata esperienza e capacità, similmente alla disciplina del Regolamento della Camera Arbitrale dell’Aia, nel caso di controversie aventi a oggetto l’autenticità di un’opera d’arte può essere designato su indicazione di un comitato scientifico composto da tre membri e nominato dal consiglio di amministrazione della Camera Arbitrale.

Si è dedicata attenzione alla scelta del consulente con specifiche cognizioni in relazione all’oggetto della controversia in questione, allo scopo di correggere una delle più evidenti debolezze del procedimento ordinario, la difficoltà cioè di instaurare un procedimento nel quale vengano coinvolti e sentiti gli esperti con alto grado di attendibilità per la valutazione della fattispecie in esame. Quanto alle misure cautelari, il regolamento prevede che le parti possano sopperire al necessario ricorso al giudice ordinario per rendere di effettiva applicabilità la decisione dell’arbitro, mediante l’assunzione pattizia dell’obbligo contrattuale di esecuzione.

Ulteriormente, è da segnalare il sistema dei criteri per l’individuazione della legge applicabile da parte dell’arbitro. Questo diversamente da altre esperienze, quali ad esempio il regolamento dell’Aja nel quale sono previsti specifici criteri di collegamento, e non solo per controversie in ordine a elementi di estraneità della fattispecie, come in caso del criterio della legge della residenza principale del venditore se conosciuta al momento della transazione per questioni relative alla compravendita di opera d’arte o, altrimenti, il riferimento alla residenza principale del proprietario.

Il Regolamento veneziano lascia invece ampia libertà di scelta alle parti, che possono chiedere al Tribunale arbitrale di decidere secondo equità e di tenere in conto anche eventuali usi commerciali del settore. Riprendendo le efficaci parole di Martin Wilson, rinomato collega art lawyer, «a lack of familiarity with the art business has in some cases led to some surprising findings» (la mancanza di familiarità con il mondo dell’arte ha in alcuni casi portato a scoperte sorprendenti, Ndr). Per evitare la sorpresa della sentenza ordinaria e scongiurare il realizzarsi del brocardo «habent sua sidera lites», è certamente vantaggioso affidarsi a esperti delle pratiche e delle operazioni commerciali del sistema arte e a regole per la risoluzione delle controversie dell’arte progettate su misura.

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