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Opinioni

A tutto digital: i musei a passo di musica

Le playlist musicali di MoMA, HangarBicocca, Pinacoteca Agnelli, Club to Club

Quando i musei programmavano ancora la musica dal vivo: un'immagine di una passata edizione di Musei in Musica, a Roma

In tempo di quarantena, musei e fondazioni propongono playlist musicali per accompagnare lunghe giornate solitarie tra le mura domestiche. E Spotify, uno fra i maggiori servizi di streaming musicale, sembrerebbe il supporto perfetto per queste colonne sonore.

L’HangarBicocca di Milano ha appena lanciato un nuovo profilo Spotify dove artisti legati all’istituzione condividono con il pubblico la loro musica di riferimento e il loro immaginario sonoro. La prima è Trisha Baga, che ha inaugurato una personale nello spazio meneghino lo scorso febbraio («the eye, the eye and the ear», fino al 19 luglio): tra i musicisti selezionati dall’artista americana, Madonna, Elvis Preasley, i Carpenters e Tracey Chapman.

La Pinacoteca Agnelli di Torino, invece, ha presentato sui social una «playlist collaborativa», disponibile su Spotify. Gli ascoltatori-produttori sono invitati ad aggiungere pezzi musicali ispirandosi alle opere della collezione. Il risultato è un raffinato pastiche di generi e stili: da Caparezza agli «Intonarumori» di Luigi Russolo, dai Baustelle a Francesco De Gregori, passando attraverso Ludovico Einaudi e David Bowie.

«Una playlist di musica lunga come la quarantena», la descrive Club to Club, il celebre festival torinese di musica elettronica e progressiva. #20TRACKSOF offre undici colonne sonore (una al giorno, sino alla fine del lockdown), ciascuna composta di venti tracce, e a cura di artisti quali STILL, Artetetra, Marta De Pascalis e Bienoise. Obiettivo degli organizzatori è quello di «farci riscoprire lo slow living» in questo periodo di reclusione forzata.

Sul sito web del MoMA di New York, infine, è possibile ascoltare un nuovo pezzo di 15 minuti del compositore Conor Bourgal, ispirato a una tela di Pollock lunga oltre cinque metri («One Number 31, 1950») parte della collezione del museo. La traccia combina suoni registrati (come il respiro di una persona e le voci di giocatori di Skee-Ball) e suoni sintetizzati digitalmente. Un’ipnotica colonna sonora, rassicurante sin dal titolo: «A Portable Embrace» (Un abbraccio portatile).

Federico Florian, edizione online, 27 marzo 2020



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