A Rivoli gli artisti di Bonito Oliva

Al terzo piano del museo un grande progetto site specific di Otobon Nkanga

Achille Bonito Oliva per «OVS ARTS OF ITALY» © Pierpaolo Ferrari,  Roma 2016
Camilla Bertoni |  | Torino

«A.B.O. THEATRON. L’Arte o la Vita» è il secondo capitolo, dopo l’omaggio ad Harald Szeemann nel 2019, del progetto dedicato dal Castello di Rivoli ai più autorevoli curatori d’arte contemporanea. Sviluppata da Andrea Viliani con Carolyn Christov-Bakargiev e Achille Bonito Oliva (Caggiano, 1939), la mostra ospita opere d’arte, documentazioni di allestimenti, materiale d’archivio privati, foto, video, cataloghi, progetti e corrispondenze e documenti televisivi, concessi da Rai Teche, che raccontano «una creatura straordinaria e intelligentissima, un curatore particolarmente espressivo, istrionico, sperimentale, al contempo enciclopedico e comportamentale», scrive la direttrice Christov-Bakargiev.

Il percorso si articola su tre livelli per ricostruire l’attività curatoriale, la scrittura saggistica e l’espressione comportamentale. Tra le opere «Primo piano labbra» (1965) di Pino Pascali, esposta nella prima mostra del curatore alla Libreria-Galleria Guida a Napoli nel 1966, ma anche «Lo Spirato» (1968-73) di Luciano Fabro, esposta in «Contemporanea» nel 1973, e naturalmente la Transavanguardia, da «Silenzioso mi ritiro a dipingere un quadro» (1977) di Mimmo Paladino a «Cani con la lingua a spasso» (1980) di Enzo Cucchi.

E poi ancora opere di Mauri, Pistoletto, Lo Savio, Nam June Paik, Duchamp presentate in mostre come «Vitalità del negativo» del 1970, «Minimalia» del 1997-99, «Tribù dell’Arte» del 2001. Achille Bonito Oliva ha donato al CRRI-Centro di Ricerca Castello di Rivoli il proprio archivio personale, un patrimonio costruito in oltre sessant’anni di attività critica ed espositiva, studiato, mostrato e pubblicato per la prima volta in questa occasione.

Al terzo piano del Castello, invece, la personale con un grande progetto site specific di Otobong Nkanga (1974), curata da Marcella Beccaria. Artista nigeriana, tra le più innovative della contemporaneità internazionale, è già stata ospitata nel 2017 in occasione della mostra «L’emozione dei COLORI nell’arte». La crisi ecologica e lo sfruttamento delle risorse naturali sono i temi urgenti affrontati con delicato lirismo dall’artista, allieva di Giuseppe Penone, esprimendo l’eredità dell’Arte povera nei suoi sviluppi attuali e internazionali.

© Riproduzione riservata Otobong Nkanga, «Lined with shivers sprouting from the rock (Rivestito con tremori che germogliano dalla roccia)», 2021, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino. © Sebastiano Pellion di Persano
Calendario Mostre
Altri articoli di Camilla Bertoni