A Palazzo Buontalenti gli anni ’60 e ’70

Arte moderna e contemporanea nelle collezioni Intesa Sanpaolo

«AI IEOOEI LGHRBTT» (1975) di Alighiero Boetti, Collezione Intesa Sanpaolo. © Alighiero Fabrizio Boetti by SIAE 2019
Franco Fanelli |  | Pistoia

Nel 1972 l’allora venticinquenne Giuseppe Penone conficcò a colpi di mazza in un giovane albero nei boschi della natia Garessio un cuneo di metallo, con il suo nome e la data dell’azione: crescendo, nei progetti dell’artista, il tronco avrebbe inglobato quel corpo estraneo, facendolo suo. «Scrive, legge, ricorda»: questo il titolo dell’opera destinata a diventare uno dei simboli dell’Arte povera. Che Penone avesse capito che almeno due delle attività citate nel titolo un giorno sarebbero state praticate quasi esclusivamente dagli alberi, in un Paese, l’Italia, destinata a precipitare nelle classifiche mondiali del numero di lettori e con tutta evidenza cronicamente immemore?

Sta di fatto che ora quel lavoro è incluso in una mostra intitolata «Italia moderna 1945-1975. Dalla ricostruzione alla contestazione». La rassegna curata da Marco Meneguzzo è stata suddivisa in due capitoli e quello
...
(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Franco Fanelli