457 animali scolpiti in Italia tra Otto e Novecento

Gli animalier del nostro Paese in un volume di Alfonso Panzetta

«Éléphant d'Asie», 1907, di Rembrandt Bugatti
Donatella Biagi Maino |

Un bel libro, di quelli che rimangono. Alfonso Panzetta, noto studioso della scultura e della plastica novecentesca, ha affrontato con entusiasmo e acribia un argomento pressoché ignorato dalla cultura italiana del secondo dopoguerra e invece approfondito soprattutto dai francesi che ne pretendono l’epifania, la scultura animalier, quale si è manifestata nel nostro Paese tra la fine del XIX secolo e i primi decenni di quello successivo, dimostrando con autorevolezza che anche in questo genere così particolare e così amato dagli animalisti l’Italia non è seconda a nessuno.

Se gli studi precedenti hanno ribadito il primato della cultura di Francia d’ambito romantico, è «solo perché in Italia non si è mai ragionato in modo specifico sulle fonti e sui modelli antichi che, verosimilmente, sono alla base di questa produzione sia in Italia che in Europa». Per ovviare alla cattiva lettura del tema e riportare entro i corretti parametri di comprensione lo studioso ha recuperato alla conoscenza statue e statuette che effigiano, con affettuosa intelligenza naturalistica, animali i più diversi.

Una produzione che scopriamo pagina dopo pagina ingente e di bella qualità e che trova l’antefatto nelle sculture cinquecentesche del Cellini e del Giambologna, in quelle seicentesche del Tacca e via via sino al bolognesissimo cane Togo di Luigi Acquisti e agli animali splendidamente ritratti da Antonio Canova.

Nelle eccellenti tavole a colori del volume sono riprodotte magnifiche prove di Lorenzo Vera, Giovita Lombardi, Vincenzo Jerace, Paolo Troubetzkoy, Rembrandt Bugatti, di Guido Righetti, Renato Brozzi e moltissimi altri, le cui biografie sono puntualmente ripercorse da Panzetta, autore ancora delle schede di 457 ritratti di animali, restituendoci il fascino di un mondo e di un’epoca che ha saputo illuminare. Il corposo saggio introduttivo rende ragione di quanto sopra affermato, l’autonomia della scuola italiana dalle altre culture.

Animali e «Animaliers» nella scultura italiana tra Neoclassicismo e Novecento
di Alfonso Panzetta, 432 pp., 457 ill. b/n, 142 tav. col., Fioranna, Napoli 2020, € 100,00

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