Bartolomeo Pietromarchi. Foto: Luca Eleuteri/Fondazione MaXXI

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Bartolomeo Pietromarchi. Foto: Luca Eleuteri/Fondazione MaXXI

Performative, un festival in crescita

Crescono attenzione e risorse per la terza edizione della manifestazione, dedicata a performance, concerti e conferenze speciali. Un’intervista al direttore del MaXXI L’Aquila, Bartolomeo Pietromarchi

Nelle sale del MaXXI L’Aquila a Palazzo Ardinghelli, su un palco in piazza Santa Maria Paganica, nell’Accademia di Belle Arti e nel Palazzetto dei Nobili a settembre, per il terzo anno consecutivo, la città aquilana tornerà ad animarsi con performance, concerti e conferenze speciali (chiamate «Con-formance»). È la terza edizione di «Performative», il festival organizzato dalla sede aquilana del Museo nazionale delle arti del XXI secolo, in calendario dal 14 al 16 settembre, che prende vita in tutta la città coinvolgendo artisti, performer, musicisti e professionisti di rilevanza nazionale e internazionale, con nuove produzioni che si alternano a performance già riconosciute con importanti premi. Ne parla il direttore del MaXXI L’Aquila Bartolomeo Pietromarchi.

Che cosa significa per voi organizzare «Performative»?
Siamo alla terza edizione. L’appuntamento cresce nel tempo, si radica, ha sempre più visibilità, risponde a una nostra visione strategica e si conferma come uno dei nostri asset principali. Inoltre si rafforza il radicamento del museo e delle sue attività nel territorio e in città. Per il festival abbiamo una nuova collaborazione con il Conservatorio statale di musica aquilano «Alfredo Casella» e i suoi studenti; abbiamo confermato la co-curatela con l’Accademia di Belle Arti, che è partner principale, con i docenti Elena Bellantoni e Silvano Manganaro facciamo una co-progettazione totale. Come l’anno scorso alcuni studenti avranno una parte attiva nelle performance, mentre altri saranno coinvolti nell’organizzazione e nei vari aspetti di «Performative». In più, da quest’anno c’è un’importante novità: abbiamo ricevuto un contributo dalla Regione Abruzzo per il festival con un’attenzione particolare alla produzione di una realtà locale.

Che cosa significa per il festival e come utilizzate questo contributo regionale?
Si tratta di selezionare artisti performativi già attivi sul territorio abruzzese, non solo a L’Aquila. È un segnale forte, possibile grazie a questo ulteriore riconoscimento pubblico. Il palcoscenico nella piazza davanti al museo viene progettato di volta in volta.

Chi se ne occupa quest’anno?
Quest’anno la progettazione e la realizzazione è stata affidata agli studenti del corso di architettura del Dipartimento di ingegneria civile, edile-architettura e ambientale dell’Università degli studi dell’Aquila. I ragazzi sono guidati dal professor Giuseppe Grant.

Ci può anticipare quali sono gli artisti invitati?
È tutto in fieri. Avremo una performance inedita di Sissi. Avremo i Motus, gli Oht, Emilia Verginelli. Poi Marzia Migliora: nel 2019 ha lavorato all’Aquila dove ha realizzato la seduta «Sofferte onde serene» nella piazza antistante la nuova Facoltà di Lettere, a poche centinaia di metri dal nostro museo. L’idea è di ripartire da quell’opera e poi spaziare in altri luoghi della città. La sera, invece, avremo un paio di concerti. Uno sarà del gruppo musicale dei Salò, di cui fa parte Emiliano Maggi, molto scenografici e coinvolgenti. Abbiamo anche confermato la collaborazione con «Terraforma», il festival di musica elettronica di Milano.

Quando siete partiti nel 2021 non sembrava scontato che «Performative» potesse avere un seguito.
No, infatti. L’importante, però, è insistere e tenere duro. La performance non è molto amata dalle istituzioni italiane, però le realtà che la promuovono sono aumentate, c’è maggiore attenzione. Nelle due precedenti edizioni si erano visti molti giovani tra il pubblico. Sì, per noi è essenziale. Lavoriamo molto sulla comunicazione, sui social siamo seguitissimi, è il nostro primo target e sempre più giovani sono venuti da fuori città. L’anno scorso abbiamo avuto più di 2.500 presenze in tre giorni: un numero davvero notevole per L’Aquila.
 

Bartolomeo Pietromarchi. Foto: Luca Eleuteri/Fondazione MaXXI

Madison Bycroft a «Performative 02» del MaXXI L’Aquila. Foto Giada Spera/Fondazione MaXXI

Stefano Miliani, 22 agosto 2023 | © Riproduzione riservata

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