«Stray Dog», Misawa, 1971, dalla serie «A Hunter», di Daido Moriyama. © Daido Moriyama. Foto Foundation

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«Stray Dog», Misawa, 1971, dalla serie «A Hunter», di Daido Moriyama. © Daido Moriyama. Foto Foundation

Moriyama ha cambiato il modo di guardare il mondo

La completa antologica in corso da C/O Berlin attraversa diversi momenti della vasta carriera del fotografo giapponese

Dopo la prima tappa brasiliana all’Instituto Moreira Salles di San Paolo arriva anche da C/O Berlin la grande mostra «Daido Moriyama. Retrospettiva», aperta fino al 7 settembre e dedicata a uno dei più grandi fotografi giapponesi viventi. Daido Moriyama (Ikeda, 1938) è considerato uno dei maestri della fotografia di strada, anzitutto nel suo Paese natale, dove ha iniziato nel secondo dopoguerra la sua lunga carriera, diventando in seguito l’icona pop più influente della disciplina.

Artista rivoluzionario, ha cambiato il modo di guardare il mondo con le sue immagini dense e sgranate, che esplorano la nostra cultura visiva e l’occidentalizzazione della società giapponese, ispirandosi ad Andy Warhol, William Klein e Jack Kerouac. Tra i suoi lavori più noti c’è la serie «Eros», pubblicata nel 1969 sulla rivista giapponese «Provoke», composta dalle immagini scattate durante una notte trascorsa in compagnia di un’amante in una stanza d’hotel, e le collezioni «Hikari» (1982), «Karyudo» (1972) e «Nakaji eno tabi» (1971-74).

Basata su ricerche approfondite e su un accesso senza precedenti all’archivio del fotografo, con la presentazione di pubblicazioni inedite e/o raramente esposte prima, questa completa antologica attraversa diversi momenti della sua vasta carriera: dall’interesse per l’occupazione americana in Giappone e il teatro sperimentale degli anni Sessanta alle opere radicali degli anni Settanta, dal periodo autoriflessivo degli anni Ottanta e Novanta all’instancabile documentazione delle città e alla reinvenzione del suo stesso archivio, fino alla serie di riviste «Record».

«Stray Dog», Misawa, 1971, dalla serie «A Hunter», di Daido Moriyama. © Daido Moriyama. Foto Foundation

Francesca Petretto, 16 giugno 2023 | © Riproduzione riservata

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