© Hito Steyerl & VG Bild-Kunst Bonn, 2023. Cortesia di Hito Steyerl, Andrew Kreps Gallery, New York ed Esther Schipper Galerie, Berlino/Parigi/Seul

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© Hito Steyerl & VG Bild-Kunst Bonn, 2023. Cortesia di Hito Steyerl, Andrew Kreps Gallery, New York ed Esther Schipper Galerie, Berlino/Parigi/Seul

Le finestre rotte di Hito Steyerl

Al Museum der bildenden Künste le opere multidimensionali dell’artista tedesca non hanno mai una sola chiave di lettura e sono sempre irripetibili

Usata in criminologia, la «teoria delle finestre rotte» afferma che i segni visibili di un crimine spesso creano ambienti urbani che incoraggiano ulteriori reati, compresi i più gravi. La teoria suggerisce che i metodi di polizia che prendono di mira crimini minori come il vandalismo, il vagabondaggio, il bere in pubblico, la sosta selvaggia o l’evasione nel pagamento di parcheggi contribuiscono a creare un’atmosfera di ordine e legalità che riduce il rischio di crimini più gravi: nella pratica, l’esistenza di una finestra rotta può diventare la miccia che innesca altri atti vandalici nello stesso edificio o intorno.

L’artista tedesca Hito Steyerl (Monaco, 1966) ne ha fatto tema di un’installazione già presentata nel 2019 al Castello di Rivoli-Museo d’Arte Contemporanea, ampliata e resa ad hoc per la sua nuova mostra «Hito Steyerl. The City of Broken Windows» al Museum der bildenden Künste dal 15 giugno al 15 ottobre.

Steyerl è nota per la sua arte impegnata, calata nella realtà dei conflitti geo-politico-sociali del nostro tempo, del difficile rapporto uomo-natura, che intreccia, laddove chiamata a esprimersi, con un sapiente uso del genius loci. Così le sue opere multidimensionali non hanno mai una sola chiave di lettura e soprattutto sono sempre irripetibili: di volta in volta assumono un senso differente a seconda del luogo che le ospita.

Stavolta è dunque Lipsia la «città dalle finestre rotte». Steyerl rievoca le file di case colpite dai bombardamenti del 1943, le finestre dagli occhi sbilenchi, in frantumi, abbattute per volontà di piani regolatori irrispettosi del passato e sostituite da nuovi edifici che diventano metafora di sicurezza, distanza e distacco dalla realtà.

© Hito Steyerl & VG Bild-Kunst Bonn, 2023. Cortesia di Hito Steyerl, Andrew Kreps Gallery, New York ed Esther Schipper Galerie, Berlino/Parigi/Seul

Francesca Petretto, 13 giugno 2023 | © Riproduzione riservata

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