Image

La gioiosa alchimia di Depero

Il «mago» futurista dalla multiforme produzione

Alla Fondazione Magnani Rocca la mostra «Depero - il mago» presenta un centinaio tra dipinti, bozzetti pubblicitari, mobili, disegni, abiti, tarsie di panno e collage di un artista totale, che viveva l’opera creativa come interdisciplinare magia con cui riscrivere il mondo. Curata da Nicoletta Boschiero e Stefano Roffi, la mostra, nata dalla collaborazione tra il Mart di Rovereto e la sede museale ospitante, presenta l’intero arco produttivo del proteiforme futurista italiano, nato austriaco.

Fortunato Depero nacque infatti nel 1892 in provincia di Trento, allora sotto il dominio austroungarico. Nel 1908 provò a entrare all’Accademia di Belle Arti di Vienna, ma il suo destino era quello di scrivere nel 1915, assieme a Giacomo Balla, il manifesto Ricostruzione futurista dell’universo, e poi quello di fondare a Rovereto, nel 1919, la  Casa d’arte futurista, vera fucina di un mago, da cui usciranno progetti di design per arredi, grandi arazzi e molti cartelloni pubblicitar.i
Nel 1928-30 è a New York, dove esporta la sua nozione di arte totale in stile futurista. Alle arti applicate è dedicata in mostra la sezione «La casa del mago», alla stagione americana quella intitolata «New York», mentre la sezione «Teatro magico» presenta la sua rivoluzionaria opera scenografica e coreografica, svolta all’insegna dei «Balli plastici», rappresentazioni su scena svolte da automi e marionette. Con questa concezione di teatro nella quale scompare l’uomo e trionfa la forma, Depero collabora con impresari teatrali come Diaghilev e musicisti come Béla Bartók.

La sezione «Rovereto. Verso il museo» traccia l’ultimo percorso del futurista trentino, con la realizzazione nel 1959 della Galleria Museo Depero, riaperta nel 2009 come sede museale distaccata del Mart. Depero morirà l’anno successivo; il museo doveva arginare l’oblio in cui stavano cadendo la sua opera e tutto il Futurismo, a causa dell’adesione al fascismo, ma la storia dell’arte ha dato ragione alla gioiosa policromia delle sue visioni.

Guglielmo Gigliotti, 15 aprile 2017 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Da Mucciaccia Gallery Project un allestimento in cui emancipazione fa rima con provocazione

Una sessantina tra dipinti, sculture, incisioni, fotografie, manoscritti, documenti inediti e cimeli illustrano il contesto storico e artistico del Risorgimento

Concessi in comodato d'uso, conservano i materiali di Carla Lonzi e di Anton Giulio Bragaglia. Restaurati e digitalizzati a spese dello Stato, saranno restituiti agli eredi

In mostra gli scavi promossi a Roma dall’Istituto francese che quest’anno celebra i 150 anni della sua fondazione

La gioiosa alchimia di Depero | Guglielmo Gigliotti

La gioiosa alchimia di Depero | Guglielmo Gigliotti