Il «Trionfo dei Riccardi», di Luca Giordano, nella Galleria degli Specchi a Palazzo Medici Riccardi. Foto: Antonio Quattrone

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Il «Trionfo dei Riccardi», di Luca Giordano, nella Galleria degli Specchi a Palazzo Medici Riccardi. Foto: Antonio Quattrone

Il soggiorno fiorentino di Luca Giordano

50 opere in prestito da musei italiani e stranieri e da collezioni private italiane e americane nel Palazzo Medici Riccardi

Lunga è la carriera di Luca Giordano tra Napoli, Roma, Venezia, Firenze e la Spagna. A Firenze il pittore giunge nel 1682 e affresca, nel palazzo che era stata la prima residenza medicea, poi divenuta nel Seicento di proprietà dei Riccardi, due volte per la Galleria degli Specchi e la Biblioteca. La mostra «Luca Giordano a Firenze», curata da Riccardo Lattuada, Giuseppe Scavizzi e Valentina Zucchi, a Palazzo Medici Riccardi fino al 5 settembre, intende contestualizzare questo soggiorno con una selezione di più di 50 opere in prestito da musei italiani e stranieri e da collezioni private italiane e americane (alcune inedite per l’Italia).

L’esposizione solleva questioni specifiche relative alle repliche di certi soggetti, come le «Allegorie della Temperanza» che potrebbero essere invece lette come studi precedenti, pensati per la presentazione al committente prima della realizzazione definitiva (i 12 bozzetti dalla National Gallery in mostra provengono infatti da casa Riccardi); l’osservatore è quindi sollecitato a confronti diretti, sollevando gli occhi verso gli affreschi della volta dove sono gli stessi soggetti.

Il percorso espositivo, che prende avvio dalle sale del Museo mediceo dove sono anche disegni per la volta di Palazzo Barberini a Roma di Pietro da Cortona a sottolineare il legame di Luca col maestro toscano, sviluppa alcuni affondi sulla committenza fiorentina Riccardi ma anche dei Corsini, di Del Rosso e della granduchessa Vittoria della Rovere, seguendo tre filoni: soggetti storici, biblici e mitologici.

Notevole l’attenzione riservata alle fonti con le lettere tra Giordano e Francesco Riccardi, dalle quali risulta che Luca, a Firenze nel 1682, deve fare rientro improvviso a Napoli. Riccardi e i suoi intermediari lo supplicano di tornare e lui promette di farlo per «por fine alla galleria», come avviene solo nel 1685. Era dunque la galleria già affrescata nel 1682 o solo abbozzata?

In quei fogli Giordano mostra di possedere una certa abilità nella scrittura, diversamente da quanto la tradizione riporta, tanto che i curatori si chiedono se, per l’iconografia dei suoi soggetti, egli abbia solo seguito quella sviluppata da Alessandro Segni o se abbia contribuito con invenzioni personali. La mostra rimanda poi ad altri luoghi della città quali, oltre Uffizi e Pitti, la Galleria Corsini, Santa Maria del Carmine, Santa Maria Maddalena dei Pazzi e il Museo di Casa Martelli.

Il «Trionfo dei Riccardi», di Luca Giordano, nella Galleria degli Specchi a Palazzo Medici Riccardi. Foto: Antonio Quattrone

Laura Lombardi, 28 marzo 2023 | © Riproduzione riservata

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