Una veduta dell’allestimento della mostra di Fortunato Depero a Palazzo Medici Riccardi

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Una veduta dell’allestimento della mostra di Fortunato Depero a Palazzo Medici Riccardi

Il Futurismo gioioso di Fortunato Depero

A Palazzo Medici Riccardi 47 opere del poliedrico artista che fu pittore, scultore, designer, illustratore, scenografo e costumista

La natura ludica, gioiosa, variopinta di Fortunato Depero (1892-1960), anima gli spazi espositivi al piano terra di Palazzo Medici Riccardi, dove dal 28 settembre al 28 gennaio 2024 si tiene la mostra «Depero. La cavalcata fantastica», promossa dalla Città Metropolitana di Firenze, su progetto del Museo Novecento e curata da Sergio Risaliti ed Eva Francioli, con l’organizzazione di Mus.E. La mostra, che riunisce per la prima volta a Firenze 47 opere dell’artista, si avvale inoltre dell’importante collaborazione con il Mart di Rovereto, dov’è conservato un alto numero di opere che Depero donò al Comune di Rovereto prima della sua morte, in parte esposte nella Casa d’Arte Futurista Depero. Vi sono infine notevoli prestiti da collezioni private.

Nel 1914 l’artista trentino fu invitato da Giacomo Balla ad aderire al Futurismo, portando in quel movimento delle avanguardie la molteplicità dei suoi interessi e delle sue sperimentazioni, che si estendevano, oltre che alla pittura anche alle arti sceniche, al teatro e alla danza: collabora ai Ballets Russes di Sergej Djaghilev, sebbene il progetto poi non venga realizzato, mentre «I miei balli plastici» andrà in scena nel 1918 a Roma con automi in legno in sostituzione degli attori.

Depero si interessa anche al design, al collage e alla tessitura (molte sono le tarsie in panno esposte), coniugando una grafica quasi da fumetto a quella di cartone animato, e temi della tradizione come appunto la cavalcata (arazzo che evoca chiaramente modelli del Tre e del Quattrocento) a invenzioni del tutto contemporanee e ancora capaci di sollecitazioni agli artisti di oggi. Nel sottolineare il legame arte-vita che nell’opera di Depero si carica di una forte funzione pedagogica, Sergio Risaliti sottolinea come anche questa mostra, al pari di molte altre da lui ideate, prenda le mosse da opere della collezione di Alberto Della Ragione, nucleo fondante dell’attuale Museo Novecento: in questo caso da «Nitrito in velocità» (1932).

Eva Francioli, oltre a indicare una connessione a Firenze nella presenza di molte opere realizzate a tessitura (quindi in ideale rapporto con la grande tradizione tessile fiorentina e la produzione di arazzi), sottolinea la presenza dei disegni (studi per scenografie, bozzetti e figurini) che testimoniano quanto lo slancio emotivo di Depero, la generosa giocosità delle sue creazioni, avesse però una base molto progettuale, per «un’idea di futuro» che ben ci riporta a quel «primato del disegno» caro anche alla tradizione toscana, fin da Vasari. Una sezione è dedicata anche al mito della velocità nella convinzione, espressa nel 1915 insieme a Balla nel manifesto «Ricostruzione futurista dell’universo», che esista «un’analogia profonda fra le linee-forze essenziali della velocità e le linee-forze essenziali d’un paesaggio. Siamo scesi nell’essenza profonda dell’universo, e padroneggiamo gli elementi. Giungeremo così, a costruire l’animale metallico».
 

Una veduta dell’allestimento della mostra di Fortunato Depero a Palazzo Medici Riccardi

Laura Lombardi, 29 settembre 2023 | © Riproduzione riservata

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Il Futurismo gioioso di Fortunato Depero | Laura Lombardi

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