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Geografia rinascimentale

Tre sedi per sfidare la psicosi post terremoto

Nel 2015 la mostra «Rinascimento segreto» fu annunciata, rinviata, infine saltò. Due anni dopo Vittorio Sgarbi la realizza e dal 13 aprile al 3 settembre riunisce opere del Quattrocento fino alla metà del Cinquecento provenienti da fondazioni bancarie, istituzioni e privati e le disloca in tre sedi: la sala del Castellare di Palazzo Ducale di Urbino, i Musei Civici di Palazzo Mosca a Pesaro e la Pinacoteca Civica di Fano. Il pensiero di fondo è esporre pezzi che raramente o mai vengono esposti in pubblico scandendo la «geografia artistica» italiana per aree e scuole: da quella lombarda al Centro Italia, con in prima fila i territori marchigiani e umbri proponendo lavori, tra gli altri, di Cola dell’Amatrice, Lorenzo Lotto, Paolo da Visso, Nicolò di Liberatore detto l’Alunno e Perugino.

«Alla fine è stato meglio fare la mostra adesso che non due anni fa», confessa lo storico dell’arte indossando la giacca di Assessore alla Rivoluzione e Cultura dell’amministrazione urbinate: «Il terremoto ha limitato pesantemente gli afflussi turistici nelle Marche e nella vicina Umbria, perciò questa mostra è anche una sfida alla psicosi». Riguardo alle cause del rinvio, Sgarbi precisa che «I problemi erano dovuti a coloro che poi non parteciparono alle gare degli appalti temendo di non rientrare nelle spese. Stavolta c’è anche un intervento diretto del Comune». Il capitolo più consistente è nella città ducale. E qui tra altre presenze sfilano una «Psiche abbandonata da Amore» di Dosso Dosso, autori toscani, un Antonio da Crevalcore per la scuola emiliana. A Pesaro, attorno alla «Pala dell’Incoronazione della Vergine» di Giovanni Bellini nei Musei Civici confluiscono pittori veneti mentre Fano accoglie tra l’altro sculture del lucchese Matteo Civitali.
 

Stefano Miliani, 07 aprile 2017 | © Riproduzione riservata

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Geografia rinascimentale | Stefano Miliani

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