«Once Removed (Basics) The emblems palaver away the blood» (2022), di Øystein Aasan

Image

«Once Removed (Basics) The emblems palaver away the blood» (2022), di Øystein Aasan

Con le tessiture testuali di Aasan il senso cambia

La galleria bolognese ospita le opere più recenti dell’artista norvegese, che indaga processi mnemonici e nuovi significati

Si interroga sul ruolo della memoria, della persistenza e della cancellazione, il lavoro dell’artista norvegese Øystein Aasan (1977, Kristiansand). Gli esiti più recenti della sua ricerca, aperta a diversi media e ambiti operativi, sono presentati sino al 29 luglio in un’ampia personale, «Never-the-less», alla Galleria Enrico Astuni. Introdotto da un testo critico di Ory Dessau, il percorso stimola lo spettatore a un’attenzione particolare verso la forma della parola e verso l’oggetto per spingerlo a individuare nelle immagini tracce di esistenze alterate dalla dimensione temporale.

Nella serie «Inadeguate Description», con opere realizzate a carboncino, le parole dei poeti Paul Celan e Rainer Maria Rilke sono restituite in una chiave distorta generata con un software specifico e da una taglierina controllata dal computer. La nuova tessitura testuale allontana dal senso originale e al contempo sollecita a cercare nuovi significati. Si interroga apertamente sulle omissioni e sulle nuove accezioni prodotte dalla memoria anche «Once Removed», serie sul tema del bunker che prende forma dai ricordi d’infanzia dell’artista, che è ampiamente rappresentata attraverso dipinti di grande formato, lavori su carta, piccoli modelli in legno e sculture.

Le tracce visive ed emotive delle visite compiute con la famiglia alle strutture militari abbandonate del Vallo Atlantico, così come la lettura del libro di Paul Virilio Archeologia del bunker, riverberano in un’interpretazione controllata e tuttavia mai fredda. Le architetture, viste dall’alto e decontestualizzate, diventano moduli geometrici di una texture cromatica raffinata e persino pacificante, che restituisce un’idea cara all’artista: nel tempo le cose che restano cambiano di senso.

«Once Removed (Basics) The emblems palaver away the blood» (2022), di Øystein Aasan

Valeria Tassinari, 13 giugno 2023 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Inaugurato a Ferrara il nuovo museo dedicato al regista Michelangelo Antonioni, con 47 mila oggetti d’archivio. La prima mostra propone un confronto con Giorgio Morandi e Cy Twombly

Incontro con la vincitrice della nona edizione del Max Mara Art Prize for Women. Le opere realizzate durante la residenza in Italia saranno presentate alla Whitechapel Gallery e alla Collezione Maramotti

Tre studiosi ricordano il prodigioso lavoro di Mahon per restituire al pittore emiliano il ruolo primario perduto nell’Ottocento

A Reggio Emilia un centinaio di proposte tra spazi ufficiali e off esplorano il paesaggio e la relazione tra uomo e ambiente

Con le tessiture testuali di Aasan il senso cambia | Valeria Tassinari

Con le tessiture testuali di Aasan il senso cambia | Valeria Tassinari