Una veduta dell’allestimento della mostra di Casale Monferrato

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Una veduta dell’allestimento della mostra di Casale Monferrato

Arte cartografica nel castello di Casale

Un centinaio di documenti, tra mappe geografiche, vedute e libri di viaggio, scandiscono un percorso tematico di interesse storico-artistico e scientifico

Il Castello del Monferrato, la cui storia risale alla metà del XIV secolo quando Giovanni II il Paleologo diede inizio alla sua costruzione, è stato sede di corte per i duchi di Mantova e caserma durante il passaggio della città ai Savoia. Nel corso del secolo scorso ha ospitato il Distretto militare per il reclutamento e in seguito è servito come deposito per il materiale logistico. Abbandonato dall’esercito nei primi anni Ottanta, dal 1999 è proprietà del comune di Casale Monferrato che ha provveduto al suo restauro permettendone l’utilizzo per manifestazioni culturali e rassegne di diverso tipo.

Fino al 15 ottobre nelle Sale espositive del secondo piano è possibile visitare «Il disegno del mondo» a cura di Marco Garione, presidente della Consulta Cultura del Comune di Casale Monferrato, mostra dedicata all’arte cartografica, vedutistica e libraria dal 1400 al 1800 suddivisa in sette percorsi tematici: «Immaginare il Cosmo e oltre», «Tracciare i mondi da scoprire», «Descrivere La Terra, Le Terre», «Conquistare i territori contesi», «Fantasticare il paese che non c’è», «Riconoscere Le Terre di Piemonte» e «Guardare la Terra di Monferrato». 

Si parte quindi con un affascinante viaggio che rappresenta visivamente le origini della scienza attraverso la conoscenza del mondo in epoca tolemaica classica del primo e secondo secolo d.c. (la Terra veniva considerata al centro di tutto l’universo) per arrivare alle rivoluzioni copernicane del Rinascimento, passando dalle concezioni romane e medievali. La scoperta dell’America segna uno spartiacque epocale e la scienza cartografica muta la sua rappresentazione del creato. La produzione di carte geografiche, primi atlanti e visioni morfologiche prende piede in Europa. 

Anche il continente nuovo, tra il XVII e il XVIII secolo, è soggetto di studio territoriale. Alle rappresentazioni fisiche via via si affiancano quelle geopolitiche e gli italiani in questo sono pionieri (il geografo piemontese Gastaldi e le raccolte Lafreriane romane sono tra i primi fautori della moderna cartografia) assieme agli olandesi. Frans Hogenberg, pittore tedesco, famoso per le sue tavole che ripropongono fatti bellici e per quelle realizzate per Civitates orbis terrarum di Georg Braun, dà l’avvio agli atlanti dedicati alle maggiori città: «È la vera nascita della vedutistica, con scopi di rappresentazione sociale politica del territorio», per dirla con il curatore.

Nella stessa sezione si trovano i libri di viaggi, reportage su luoghi, genti e costumi ricchi di immagini e descrizioni. Il percorso relativo ai «territori contesi» racchiude invece carte che rappresentano i luoghi occupati o conquistati per studiarne le caratteristiche orografiche. Naturalmente una nutrita selezione di questi documenti riguarda gli assedi subiti da Casale. A un’area più «leggera», con opere di pura fantasia come le «carte della Cuccagna», ne segue una dove lo spettatore può curiosare tra le rare illustrazioni del Piemonte prima e dopo il passaggio ai Savoia e durante le guerre di espansione. 

Infine, a chiudere la mostra c’è una parte opportunamente dedicata al Monferrato: «Decine di carte a uso militare rappresentano la città di Casale e il suo territorio, ma spesso il profilo cittadino, a volte fantasioso, abbelliva le carte “civili” e gli atlanti». L’iniziativa, la cui fruizione è facilitata da specifici tragitti a cui sono stati assegnati colori diversi, è stata realizzata in collaborazione con la Consulta Cultura del Comune di Casale Monferrato e l’Associazione Italiana Collezionisti di Cartografia Antica.

Una veduta dell’allestimento della mostra di Casale Monferrato

Una veduta dell’allestimento della mostra di Casale Monferrato

Monica Trigona, 06 settembre 2023 | © Riproduzione riservata

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Arte cartografica nel castello di Casale | Monica Trigona

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