«Dollhouse» di Carolina Pozzi

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«Dollhouse» di Carolina Pozzi

Alla scoperta di emergenti

Il progetto di Luca Massimo Barbero per portare alla ribalta la giovane creatività di area veneziana giunge a Trento

Sta facendo tappa allo Studio d’Arte Raffaelli e da Cellar Contemporary il progetto «Venice Time Case», firmato da Luca Massimo Barbero, in viaggio per l’Europa. Quella trentina è la quarta tappa di un iter espositivo che qui sosterà, fino al 19 giugno, prima di dirigersi a Modena e poi a Berlino.

Le opere della rassegna sono una cinquantina e sono state realizzate da autori emergenti tutti operanti nell’area veneziana, da Marghera a Mestre, sedi diffuse di studi d’artista «che vivono all’ombra della grande luce della Biennale» spiega Barbero. Cinque valigie, «Fly Case», le trasportano per l’occasione.

«È un progetto aperto, che non ha una data conclusiva e che risponde anche su richiesta, precisa il curatore, che aggiunge: Venice Time Case è un “luogo” in movimento dove far incontrare e ritrovare artisti che lavorano in gruppo, in studi condivisi, con esperienze collettive o isolate. È un’idea che nasce per far parlare in un contesto internazionale della nascosta vitalità dell’arte nell'ampia città tra terra e mare, facendo viaggiare le opere in gallerie e spazi pubblici molto diversi tra loro».

Le opere non sono in vendita ma diffondono la conoscenza dei partecipanti (obiettivo finale dell’iniziativa è l’acquisizione dei lavori da parte di un museo di arte contemporanea) sebbene presso la galleria Cellar Contemporary, si ha l’opportunità di acquistarne una selezione (progetto «Venice in Cellar»).

«È un formato inedito, conclude Barbero, per non restare in attesa del mondo dell’arte contemporanea, ma per andargli incontro, non basato su un lavoro critico, ma di natura piuttosto collettiva e sociale».

«Dollhouse» di Carolina Pozzi

Camilla Bertoni, 18 aprile 2023 | © Riproduzione riservata

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Alla scoperta di emergenti | Camilla Bertoni

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