Una veduta della mostra « Pecunia non olet. I banchieri di Roma antica», Firenze, Galleria degli Uffizi, 2023

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Una veduta della mostra « Pecunia non olet. I banchieri di Roma antica», Firenze, Galleria degli Uffizi, 2023

Alla Galleria degli Uffizi i banchieri di Roma antica

Un argomento ben esplorato nell’ambito degli studi, ma, finora perlopiù ignoto al grande pubblico (che meglio conosce il potere della finanza nel Rinascimento)

«Pecunia non olet. I banchieri di Roma antica» (fino al 17 settembre) a cura di Novella Lapini e Fabrizio Paolucci, tocca un argomento ben esplorato nell’ambito degli studi, ma, finora perlopiù ignoto al grande pubblico (che meglio conosce il potere della finanza nel Rinascimento). La mostra, il cui titolo rimanda al noto detto di Vespasiano riguardo la capacità di ottenere vantaggi in denaro tramite attività anche non propriamente decorose, riunisce manufatti, epigrafi, sculture che permettono di cogliere i meccanismi di funzionamento dell’economia e della finanza romana.

Il percorso, articolato in cinque sezioni nelle nuove sale al piano terra degli Uffizi, illustra il passaggio dalla società romana primitiva alla Roma repubblicana e imperiale, da un’economia premonetaria, a quella in cui si affermano gli argentarii, seguiti da coactores, coactores argentarii e nummulari (fine I secolo a.C. - seconda metà II d.C.), tramite una cinquantina di opere provenienti da musei italiani e stranieri e da collezioni private.

Documenti bancari, strumenti del mestiere, come le tessere nummularie, le tavolette di Lucio Cecilio Giocondo o quelle di Murecine,rilievi, ma anche salvadanai (come quello scavato nella basilica di papa Marco) e soprattutto la mensa argentaria, usata dagli agenti di cambio delle valute straniere: un tavolo fisso o mobile che permetteva la conservazione della moneta e dei documenti perché si chiudeva come una cassaforte. Il rivestimento marmoreo permetteva di far cadere le monete sul tavolo, valutandone purezza o contraffazione.

Le opere ci permettono di identificare figure come quella di Caecilius Iucundus, nella sua casa pompeiana con il suo archivio privato, o Lucio Calpurnio Dafno che nell’ara scolpita, proveniente dal Parco Archeologico dell’Appia Antica, è ritratto mentre dirige un’asta (attività molto praticata nel mondo antico) nel mercato costruito da Nerone, di cui era banchiere. La mostra è corredata di un ricco catalogo che riunisce contributi dei curatori ma anche di Giovanni Alberto Cecconi, Jean Andreau, Francesca Cenerini (che studia il ruolo delle donne in quel mondo), Simone Quilici, Renato Tucci e altri.

Laura Lombardi, 25 luglio 2023 | © Riproduzione riservata

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