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Installation view «The Art of Becoming», fino al al 15 maggio 2026.

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Installation view «The Art of Becoming», fino al al 15 maggio 2026.

«The Art of Becoming», il dialogo tra Malù Cruz Piani e la collezione storica di Longari arte Milano

Da LONGARI arte MILANO, la mostra presenta opere contemporanee e lavori storici in dialogo diretto. Bronzi e dipinti dell’artista brasiliana si confrontano con pezzi dal Medioevo alla Cina imperiale, in un allestimento centrato su corpo, gesto e relazione tra le opere

Ginevra Borromeo

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Una coabitazione visiva che non spiega, ma fa emergere attriti e somiglianze inattese: è da questa premessa che prende forma «The Art of Becoming», progetto espositivo di Malù Cruz Piani ospitato da LONGARI arte MILANO fino al 15 maggio, negli spazi di Corso Monforte 23, a cura di Giorgia Perin.
L’impianto della mostra si fonda su un principio di relazione più che di racconto. La produzione recente dell’artista brasiliana – sei sculture in bronzo e cinque grandi dipinti – viene inserita all’interno di un confronto diretto con opere storiche della collezione della galleria, che attraversano epoche e contesti molto diversi: dal Medioevo europeo alla Cina imperiale, fino alla scultura devozionale del Trecento. L’accostamento non segue un criterio cronologico né didascalico, ma costruisce un campo di prossimità e distanza in cui le opere convivono senza annullare le rispettive identità.

In questo spazio di interferenze, la lettura si sposta dal singolo oggetto al sistema di relazioni che lo circonda. Le opere contemporanee non si pongono come elemento di rottura né come aggiornamento del passato, ma come presenza attiva all’interno di un dispositivo che mette in tensione materiali, linguaggi e temporalità differenti.
La ricerca di Malù Cruz Piani si concentra da tempo sul corpo come origine del gesto e matrice del linguaggio visivo. Il lavoro si sviluppa a partire da una dimensione fisica della pratica artistica, in cui il segno pittorico e la costruzione plastica derivano da un processo di accumulo e scarica energetica. La materia diventa così luogo di registrazione di una tensione che precede la forma e la determina.
La formazione tra São Paulo e l’atelier di Sergio Tapia Radic contribuisce a definire un approccio in cui controllo e impulso convivono in una stessa grammatica operativa. Ne risulta una produzione che non separa progettazione e azione, ma le tiene costantemente in relazione, in una continua ridefinizione del rapporto tra corpo e superficie.
Per la curatrice Giorgia Perin, il progetto si articola come un sistema aperto, in cui pittura e scultura condividono una medesima logica trasformativa. Le opere non vengono intese come unità autonome, ma come punti di condensazione all’interno di un insieme più ampio di relazioni, in cui la forma non è mai definitiva.

Il contesto espositivo, legato alla lunga attività della galleria nel campo dell’arte antica e moderna, rafforza questa impostazione. Il dialogo tra opere storiche e contemporanee non assume qui una funzione illustrativa, ma diventa parte integrante della costruzione del percorso, che si sviluppa per accostamenti e risonanze più che per sequenze narrative.
La dimensione internazionale del lavoro di Malù Cruz Piani – attiva tra Brasile, Europa e Stati Uniti –si riflette in una pratica che attraversa media e ambiti diversi, mantenendo tuttavia una coerenza interna legata all’idea di trasformazione attraverso il gesto.

«The Art of Becoming» si sviluppa così come un campo di relazioni aperte, in cui opere lontane nel tempo vengono messe in contatto senza gerarchie, lasciando emergere differenze e risonanze.

Installation view «The Art of Becoming», fino al al 15 maggio 2026.

Ginevra Borromeo, 20 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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