IL NUMERO DI LUGLIO-AGOSTO 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Arte
IL NUMERO DI LUGLIO-AGOSTO 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Economia
IL NUMERO DI LUGLIO-AGOSTO 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Mostre
IL NUMERO DI LUGLIO-AGOSTO 2026 in edicola
In allegato:
Speciale Viaggi d'Arte
IL NUMERO DI LUGLIO-AGOSTO 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Arte
IL NUMERO DI LUGLIO-AGOSTO 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Economia
IL NUMERO DI LUGLIO-AGOSTO 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Mostre
IL NUMERO DI LUGLIO-AGOSTO 2026 in edicola
In allegato:
Speciale Viaggi d'ArteVerifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
A questo disco di metallo, databile alla metà del V secolo a.C., è dedicata la mostra «Il Piombo di Magliano. Nel labirinto della lingua etrusca», che riporta il prezioso manufatto nel suo luogo di origine, in provincia di Grosseto
- Bianca Celeste
- 09 luglio 2026
- 00’minuti di lettura
Il Piombo di Magliano
Il Piombo, la quinta iscrizione etrusca per lunghezza finora conosciuta, torna a Magliano
A questo disco di metallo, databile alla metà del V secolo a.C., è dedicata la mostra «Il Piombo di Magliano. Nel labirinto della lingua etrusca», che riporta il prezioso manufatto nel suo luogo di origine, in provincia di Grosseto
- Bianca Celeste
- 09 luglio 2026
- 00’minuti di lettura
Bianca Celeste
Leggi i suoi articoliA occhio nudo è una piccola lamina di piombo, dalla forma quasi circolare, sulle cui facce corre un’iscrizione con andamento a spirale, una settantina di parole circa che descrivono rituali dell’aldilà. A questo disco di metallo, databile alla metà del V secolo a.C., è dedicata la mostra «Il Piombo di Magliano. Nel labirinto della lingua etrusca», che riporta il prezioso manufatto nel suo luogo di origine, Magliano appunto, in provincia di Grosseto, dall’11 luglio all’11 ottobre.
Il reperto, insieme con il manoscritto di Zagabria («liber linteus»), in assoluto il più lungo testo etrusco, la Tegola di Capua, la Tabula Cortonensiis e il Cippo di Perugia, costituisce la quinta iscrizione etrusca per lunghezza finora conosciuta e proprio per questo offre l’occasione per un approfondimento sulla lingua etrusca che, a differenza del latino e del greco, è accessibile solo grazie a documenti scritti, per lo più iscrizioni.
L’iniziativa, resa possibile anche grazie al contributo della Fondazione Cassa Risparmio di Firenze e il Comune di Magliano, fa capo al Museo fiorentino e al suo direttore Daniele F. Maras che con questa rassegna allestita all’Archeologico di Magliano intende rafforzare il legame dell’istituzione con il territorio.
«Questa nuova esposizione, spiega Maras, fa seguito a quelle di Vetulonia, Arezzo, Rosignano Marittimo e Bibbona, allestite negli ultimi due anni nel desiderio di riunire gli odierni abitanti dei luoghi etruschi attorno alle nostre collezioni, attraverso oggetti dal forte valore identitario, che rafforzano così la propria relazione con le persone».
La scoperta fortuita del Piombo di Magliano risale al lontano 1882 nel corso di lavori agricoli e i suoi scopritori, i fratelli Busatti, si resero subito conto dell’importanza del manufatto tanto che il reperto fu venduto al Regio Museo Archeologico di Firenze per mille lire e a seguire l’acquisto fu Luigi Adriano Milani, direttore del Museo dal 1884. A fine mostra, il Piombo di Magliano farà ritorno all’Archeologico di Firenze dove sarà esposto nella rinnovata sezione del Museo Topografico dell’Etruria, mentre al Museo di Magliano, che avrà una nuova sezione dedicata alla lingua e alla scrittura etrusca, resterà una stampa in 3D del manufatto e un video realizzati dall’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Cnr.