IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Arte
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Economia
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Mostre
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Rapporto Annuale Fotografia
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Vedere a Milano
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Arte
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Economia
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Mostre
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Rapporto Annuale Fotografia
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Vedere a MilanoVerifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Grazie a Leonardo Tiezzi e Riccardo Corò il complesso, composto da due ville del XVI secolo, dal 9 maggio promuoverà il dialogo tra arte, design e altri linguaggi estetici
- Cecilia Paccagnella
- 22 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Una veduta di Ca’ Riviera a Mira (Ve)
Courtesy of Ca’ Riviera
Ca’ Riviera, un nuovo spazio culturale sulle rive del Brenta
Grazie a Leonardo Tiezzi e Riccardo Corò il complesso, composto da due ville del XVI secolo, dal 9 maggio promuoverà il dialogo tra arte, design e altri linguaggi estetici
- Cecilia Paccagnella
- 22 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliLa risonanza di un evento come la Biennale Arte di Venezia si può constatare anche dal modo in cui, tutt’attorno, si (ri)accendono realtà altrimenti «dormienti». È il caso di Ca’ Riviera che, cavalcando l’onda della 61ma Mostra Internazionale (9 maggio-22 novembre), apre i propri ambienti al pubblico.
Grazie a Leonardo Tiezzi e Riccardo Corò il complesso, composto da due ville del XVI secolo situate lungo la Riviera del Brenta, a Mira (Ve), dal 9 maggio diventa spazio culturale indipendente per promuovere il dialogo tra arte, design e altri linguaggi estetici. Una trasformazione che raccoglierà i frutti 365 giorni l’anno: ponendosi sin dal principio come destinazione culturale in Italia, Ca’ Riviera accoglierà artisti, gallerie e istituzioni internazionale per la realizzazione di mostre e installazioni, oltre a un programma di residenze che coinvolgerà sia comunità locali sia globali già a partire dal prossimo agosto.
Il capitolo inaugurale, con la collaborazione della galleria milanese Cassina Projects, porta il titolo di «The Shape of the Self/La forma del Sé» e presenta opere di Leonor Fini (Buenos Aires, 1907-Parigi, 1996), Cecilia Granara (Jeddah, Arabia Saudita, 1991), Yves Scherer (Soletti, Chieti, 1987), Chiara Capellini (Milano, 1981) e Sedef Gali (Istanbul, 1990). Quattro artisti giovani si confrontano con l’artista surrealista, che decise di dedicarsi alla costruzione di identità e potere, soprattutto femminile. Granara, invece, esplora il tema aprendosi agli altri, elaborando un linguaggio collettivo per parlare a chi guarda attraverso mettendo in rapporto, in chiave emotiva, corpo e natura. Dal canto suo, Scherer si concentra sui meccanismi di costruzione dell’immagine contemporanea, indagando il confine tra realtà e finzione, conducendo un’analisi dei media e della cultura dello spettacolo. In questo processo, figure familiari e iconiche vengono trasformate in nuove narrazioni, mettendo in luce la natura fluida dell’identità in un presente dominato dalla circolazione incessante delle immagini. Lungo il percorso espositivo i lavori di Capellini e di Gali, destinati a rimanere stabilmente negli spazi di Ca’ Riviera, pur muovendosi secondo logiche differenti, condividono un interesse per i meccanismi della percezione, la sfera emotiva e quelle dimensioni della realtà che sfuggono allo sguardo immediato.
Una veduta di Ca’ Riviera a Mira (Ve). Courtesy of Ca’ Riviera