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Nel Complesso Monumentale di Santa Croce a Bosco Marengo, ripensato come spazio di ricerca e produzione in dialogo con il territorio, prende forma «Tales» che quest’anno coinvolge quattro artiste e un curatore, invitati a sviluppare pratiche capaci di intrecciare dimensione locale e riflessione contemporanea
- Alessia De Michelis
- 01 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Una veduta del Complesso Monumentale di Santa Croce a Bosco Marengo (Al)
Al via la seconda edizione del programma di residenze di Mares
Nel Complesso Monumentale di Santa Croce a Bosco Marengo, ripensato come spazio di ricerca e produzione in dialogo con il territorio, prende forma «Tales» che quest’anno coinvolge quattro artiste e un curatore, invitati a sviluppare pratiche capaci di intrecciare dimensione locale e riflessione contemporanea
- Alessia De Michelis
- 01 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliNel Complesso Monumentale di Santa Croce a Bosco Marengo (Al) prende forma «Tales», secondo ciclo del programma di residenza promosso dall’associazione culturale non profit Mares, fondata lo scorso anno da Amina Berdin e Tatiana Palenzona. Pensato come spazio di ricerca e produzione in dialogo con il territorio, il progetto coinvolge quattro artiste e un curatore, invitati a sviluppare pratiche capaci di intrecciare dimensione locale e riflessione contemporanea.
Il curatore di questa edizione è Jorge Van den Eynde Gray, il cui lavoro si colloca all’intersezione tra corpo e tecnologia, magia e scienza, natura e cultura, articolandosi tra mostre, editoria e ricerca.
Le artiste in residenza delineano un panorama eterogeneo ma coerente. Lucia Cristiani (Milano, 1991) indaga il paesaggio come spazio di co-esistenza, dove interiorità ed esteriorità si fondono in sistemi relazionali attraversati da memoria e trasformazione. Martina Ferrari (Biella, 2002) esplora invece i paesaggi d’alta montagna come dispositivi performativi, interrogando il rapporto tra percezione, corpo e immaginario in una tensione costante tra umano e non umano.
La ricerca di Benedetta Fioravanti (Ascoli Piceno, 1995) si concentra sull’immagine in movimento come atto empatico, capace di restituire dinamiche emotive e relazionali che attraversano intimità e vulnerabilità. Infine, Krizia Leon Porta (Lima, 1996) mette in discussione le narrazioni dominanti del paesaggio, evidenziandone le implicazioni di potere attraverso disegno e pittura che generano ambienti instabili e sfuggenti.
Con «Tales», Mares consolida così un dispositivo di residenza che si configura non solo come luogo di produzione, ma come spazio critico di confronto, in cui pratiche artistiche e territorio si ridefiniscono reciprocamente.