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«Suggestioni Olfattive» da Olfacta

Foto: Bianca Ruggiero

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«Suggestioni Olfattive» da Olfacta

Foto: Bianca Ruggiero

A Torino la prima edizione di Olfacta Art Fair, l’arte dell’aroma

Gli spazi di Edit Garden ospitano la manifestazione, ideata dall’artista olfattiva Francesca Casale e curata da Gianluigi Ricuperati, che riunisce artisti, istituzioni, ricercatori e realtà culturali per riflettere su un settore ancora poco riconosciuto

Micaela Zucconi

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Gli stand ci sono, le opere pure, ma non sono in vendita. Nell’aria si inseguono tracce aromatiche. «L’obiettivo di Olfacta Art Fair, promossa dall’Associazione Olfacta e a cura di Gianluigi Ricuperati, è quello di simulare una fiera d’arte per divulgare l’arte olfattiva come un vero e proprio linguaggio dell’arte contemporanea che è ancora estraneo al contesto italiano. La nostra sarà un’installazione sociale, collettiva e partecipativa», spiega l’artista Francesca Casale. A Torino, negli spazi di Edit Garden dal 18 al 20 settembre, va in scena, o potremmo dire in aria, un cosmo di odori. L’invisibile, l’immateriale, ciò che per definizione sfugge alla visione, ha tuttavia un suo corpus nell’ambito di una scenografia concettuale. Per tre giorni 10 artisti e una costellazione di realtà indipendenti (Fondazione Recontemporary, Almanac e Associazione Barriera Design Discrict) e istituzioni (Mauto-Museo Nazionale dell’Automobile, Pav-Parco Vivente, Muses-Museo delle Essenze, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Istituto Italiano di Cultura di Almaty) creano un ambiente in cui gli odori entrano in dialogo con pratiche e linguaggi contemporanei, tra installazioni, performance, ricerca scientifica, progettazione sensoriale e workshop olfattivi. 

All’interno degli stand le opere si accompagnano a inafferabili molecole odorose grazie al progetto sviluppato da Francesca Casale con il naso profumiere Alessandro Olmo della maison Givaudan. «Ci sarà un momento di dibattito e dialogo per capire effettivamente dove siamo arrivati, che cosa sappiamo dell’arte olfattiva, al momento non riconosciuta come disciplina nell’ambito delle Belle Arti. In passato se ne erano occupati i futuristi, mentre di recente la personalità più in vista di questo ambito è l’artista norvegese Sissel Tolaas, con un background da chimica professionista», racconta Casale, erborista di formazione e appassionata di mimose (nel suo caso Acacia dealbata) che coltiva nel canavese e da cui produce l’assoluta, il prezioso estratto concentrato. Nell’area SENS della fiera il profumo di questo fiore domina nell’installazione sensoriale di Casale «Frate Vento», un omaggio a San Francesco. «Ho approfondito la mia preparazione a livello tecnico. Isolo i vari odori e li rimiscelo per creare identità che possono raccontare momenti o luoghi storici, creare dei flashback o dei cortocircuiti cromatico olfattivi. L’installazione si rifà alla mia ricerca dei Pianeti olfattivi, esposta all’Accademia del Profumo, all’Arsenale di Venezia». Molecole sospese, odori associati a colori, a volte in modo inaspettato. Un verde può profumare di cocco, un rosso di ananas, un giallo di lavanda. 

Come corollario, Olfacta propone un corposo Public Program di respiro internazionale con artisti, curatori, scienziati e operatori culturali. Tra gli ospiti, l’architetto Stefano Boeri, la storica dell’arte Miriam Mandosi in collaborazione con il Muci, il Museo delle Culture di Roma, la già citata Sissel Tolaas. Si parlerà di odori a tutto tondo, cercando di scardinare quelli tabù (il sangue, con l’esperienza radicale del brand Blood Concept, di Antonio Zuddas e Giovanni Castelli) o di odori urbani e automobilistici (con Davide Lorenzone, curatore e conservatore del Mauto). «In quest’occasione presentiamo anche il nostro “Alfabeto Olfattivo”, un progetto didattico pilota, che è stato inserito nel programma scolastico delle scuole primarie della Circoscrizione 6 di Torino». Infine, un accenno alle strutture degli stand, realizzate in tubi Innocenti, tessuti ferrino e pluriball, un materiale caro a Francesca Casale, proprio per quelle bolle d’aria imprigionate nella plastica che perdono la loro funzione primaria per diventare elemento architettonico. L’allestimento è curato dalla società editrice Nova Express, che pubblica un numero speciale dedicato a Olfacta, con funzione di catalogo, in cui si esplora il rapporto tra odori, carta, memoria e stampa. «Con Olfacta abbiamo voluto costruire un contesto che non fosse una fiera, ma che ne mantenesse la tensione: un luogo in cui il mercato è evocato, sospeso, messo alla prova. Non per negarlo, ma per capire se può esistere in altre forme. Un esperimento collettivo».

Micaela Zucconi, 17 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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