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Monica Trigona
Leggi i suoi articoliUna rimessa per le automobili appena uscite dagli stabilimenti Lancia, nel cuore operaio di Borgo San Paolo. È il Parcheggio Lancia di piazzale Chiribiri, costruito durante la grande espansione della casa automobilistica torinese, oggi destinato alla sosta. Dal 29 ottobre al 1° novembre accoglie la 15ma The Others, la fiera fondata da Roberto Casiraghi e Paola Rampini, dedicata alle pratiche emergenti e indipendenti. La sosta diventa così materia curatoriale: pausa, attesa e transito come condizioni da attraversare e trasformare attraverso l’arte. «Sosta temporanea. Forme di permanenza in uno spazio di passaggio», è il titolo dell’edizione scelto dal direttore artistico Lorenzo Bruni. A misurarsi direttamente con l’architettura è «Expanded Grounds – Opere fuori scala per uno spazio di sosta», nuova call internazionale aperta a installazioni, sculture, interventi ambientali, opere di grande formato e progetti multidisciplinari.
L’idea nasce anche da una riflessione sulla fruizione compulsiva dell’arte attraverso gli schermi, qui, al contrario, le opere sono chiamate a intervenire fisicamente nello spazio, modificandone la percezione e il rapporto tra corpo, architettura e pubblico. Le opere di Expanded Grounds si affiancano alle proposte di gallerie e spazi indipendenti italiani e internazionali, con ricerche che attraversano pittura, fotografia, scultura e collage e che indagano il rapporto tra individuo, spazio, materia e ambiente. Tra gli artisti in fiera, da FABER di Roma una selezione della ricerca di Roberto Ghezzi sul rapporto tra arte, ambiente e processi naturali. Black Effect Gallery di Torino mette in dialogo superfici stratificate e figure semi-astratte di Hirwa, con interni silenziosi e presenze solitarie di Fasalejo, indagando il rapporto tra spazio individuale e dimensione collettiva. Da Galleria Forni di Bologna, L’OrMa propone opere di carta, ceramica ed elementi naturali, che fanno entrare in gioco movimento, luce e suono. Accanto agli stand, il programma performativo curato da Lýdia Pribišová con gli studenti del Laboratorio di Performance dell’AFAD – Academy of Fine Arts and Design di Bratislava, guidati dall’artista e docente Maja Štefaniková. L’Area Talk, curata da Elisabetta Roncati, riunisce artisti, curatori, critici, collezionisti e intellettuali; debutta inoltre una sezione dedicata all’editoria, tra ricerca contemporanea, sperimentazione dei linguaggi visivi e illustrazione.