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Laura Lombardi
Leggi i suoi articoliTre mostre alla Galleria Continua dal 26 settembre fino al 10 gennaio 2027. «La Coda: appendice, traccia, memoria» a cura di Elisa Biagini ci chiama a riflettere attraverso i lavori di Dejan Atanackovic, Berlinde De Bruyckere, Leandro Erlich, Francesca Ghermandi, Carsten Höller, Giovanni Lopez, Claudia Losi, Sabrina Mezzaqui, Andreas Senoner, Kiki Smith e José Antonio Suárez Londoño su quella parte del corpo: strumento di comunicazione e di equilibrio, un’estensione capace di esprimere stati d’animo, intenzioni, tensioni; qualcosa di cui alcuni animali possono liberarsi in caso di pericolo, sacrificando una parte di sé per continuare a vivere. Prende così forma un dialogo tra presenza e assenza, perdita e trasformazione, istinto e coscienza che ci invita a confrontarci con l’animale dentro e fuori di noi e con ciò che il corpo conserva, dimentica o continua a desiderare. Ciascuna opera è accompagnata da una poesia di Biagini scritta appositamente per il progetto.
Nella sede di Via del Castello, ma anche (già dal 25 settembre) all’interno del St. Regis Hotel di Roma «Tomorrow I Shall Contradict Myself», realizzato in collaborazione con Territorio, è il nome del doppio progetto espositivo che pone in dialogo per la prima volta le opere dello statunitense Hank Willis Thomas (che con questa mostra segna la sua prima collaborazione con la galleria) e di Man Ray. Di diverse generazioni (dell’uno ricorre il cinquantesimo anniversario della scomparsa dell’altro il compimento del cinquantesimo anno di età), i due artisti condividono una ricerca trasversale ai linguaggi e ai media, in cui la creazione dell’immagine e la costruzione di nuove narrazioni diventano strumenti per interrogare la percezione, l’autorialità e le dinamiche della rappresentazione. Raccogliendo l’impulso alla sperimentazione di Man Ray, Hank Willis Thomas lo declina attraverso le urgenze e le complessità del presente, attraverso un’ampia varietà di media, dalla fotografia alla scultura, dalla serigrafia all’installazione e al video, attingendo tanto a materiali d’archivio quanto a immagini contemporanee per ricontestualizzare l’immaginario popolare come ispirazione per le sue opere.
In «Tempo Manifesto», infine, Laura Carralero, giovane pittrice cubana, alla sua prima mostra personale in Italia, indaga il rapporto tra architettura, memoria e percezione dello spazio. I suoi dipinti inediti a olio su tavola realizzati tra il 2025 e il 2026 si confrontano col patrimonio medievale della città, in particolare con gli affreschi di Memmo di Filippuccio nella Camera del Podestà del Palazzo Comunale, cui si affiancano riferimenti a Bernardo Daddi e Ambrogio Lorenzetti. Carralero isola dalle immagini trecentesche architetture, baldacchini, tessuti e motivi ornamentali, sottraendoli alla narrazione originaria e trasformandoli in forme autonome, capaci di interrogare il tempo e la costruzione dello spazio.