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Sette allegri alieni nel deserto

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Giorgio Guglielmino

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S’intitola «Sette montagne magiche» questa grande installazione che l’artista svizzero Ugo Rondinone ha creato a pochi chilometri da Las Vegas nel deserto del Nevada in un luogo non distante dal Jean Dry Lake dove 50 anni fa realizzarono dei lavori di Land art Jean Tinguely e Michael Heizer.

Il lavoro di Rondinone, che rimarrà installato fino al 2018 (ma c’è sempre tempo per renderlo permanente), consiste in sette colossali colonne, la cui altezza varia tra gli 8 e i 10 metri, composte da coloratissime pietre artificiali sovrapposte e dipinte a tonalità fosforescenti a formare una sorta di gruppo di totem.

Forse proprio a causa della vicinanza con Las Vegas questi totem sono così variopinti, a ricordare tutto il glamour della città del gioco per antonomasia. Qui, in mezzo al deserto, assumono un’aria divertita ma al tempo stesso stranita. Sembrano personaggi di una commedia colorata nella quale per un incantesimo sono scomparse all’improvviso le scenografie. 

O forse è solo l’avvisaglia di una invasione aliena dove gli extraterrestri una volta tanto non sono né cattivi né raccapriccianti, ma allegri e spensierati.

Giorgio Guglielmino, 09 settembre 2016 | © Riproduzione riservata

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Sette allegri alieni nel deserto | Giorgio Guglielmino

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