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Giovanni Cucco al lavoro sui mosaici parietali di San Donato a Torcello

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Giovanni Cucco al lavoro sui mosaici parietali di San Donato a Torcello

Save Venice salva San Donato a Murano e Santa Maria Assunta a Torcello

Un intervento, su un mosaico parietale, è appena terminato, l’altro, sui mosaici pavimentali, parte questo autunno

Enrico Tantucci

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Save Venice, il comitato privato statunitense per la salvaguardia di Venezia, salva i mosaici veneto-bizantini delle basiliche delle isole della laguna di Venezia. Prima quelli della Basilica di San Donato a Murano, con un intervento appena concluso, e ora quelli della Basilica di Santa Maria Assunta a Torcello.

A San Donato a Murano, con una spesa di 800mila euro, Save Venice ha appena restaurato il mosaico della Madonna Orante del XII secolo e lo sfondo dorato dell’abside centrale, intervenendo anche sulle integrazioni strutturali dell’abside e sul suo trattamento del muro esterno. L’inaugurazione è prevista per domenica 24 settembre. Tra gli elementi più suggestivi di San Donato c’è appunto il mosaico dell’abside centrale con la raffigurazione della Vergine Orante, risalente al XII secolo, quando fu realizzato il famoso pavimento a mosaico della chiesa.

In piedi, eretta e azzurra nel regno dell’oro, la Vergine ha la mano alzata in un gesto di preghiera mentre comunica con il divino. La Basilica di Santa Maria e San Donato sull’isola di Murano è stata una priorità per Save Venice sin dagli anni ’70, quando fu lanciata un’importante campagna per conservare il suo famoso mosaico pavimentale veneto-bizantino del XII secolo.

L’impegno del Comitato di salvaguardia statunitense nei confronti della chiesa è iniziato con il trattamento del pavimento a mosaico dal 2012 al 2015, e solo di recente dal 2019 al 2021, in seguito alle maree eccezionalmente alte del novembre 2019, quando si sono svolti estesi lavori di manutenzione sulla chiesa, sul pavimento e sulle pareti in mattoni. Era passato quasi un secolo dall’ultimo intervento, e i mosaici erano minacciati da consistenti crepe che erano visibili dall’apice anteriore della volta del presbiterio e proseguivano fino oltre la figura della Vergine.

Inoltre molte tessere avevano cominciato a staccarsi e a staccarsi dalla malta di supporto. Il complesso trattamento dei preziosi mosaici del XII secolo è stato condotto dal conservatore Giovanni Cucco. Dopo attento esame, le tessere di mosaico che cominciavano a distaccarsi sono state stabilizzate con iniezioni di malta, e pezzi potenzialmente precari sono stati meticolosamente ripuliti e ricollocati nella posizione originaria.

Alcune porzioni di mosaico che circondavano la grande fessura sull’apice della cupola sono state accuratamente rimosse per consentire la riparazione della struttura sottostante e sono state poi ripulite e cementate con malta fresca prima di essere ricollocate nella loro posizione originaria. Un’ultima pulitura superficiale dei mosaici ha rimosso residui di sporco, restituendo vivacità e profondità dei colori e brillantezza del fondo oro.

Ora parte in autunno un nuovo intervento sui mosaici pavimentali della Basilica di Santa Maria Assunta a Torcello. Risalente al 639, e successivamente ristrutturata nel 1008, Santa Maria Assunta è la più antica chiesa veneto-bizantina dell’area lagunare. Qui Save Venice ha da poco finanziato il restauro, concluso, dei mosaici dell’abside centrale della Basilica e dell’abside del Diaconicon (la cappella destinata a conservare gli arredi e le vesti liturgiche) che sono, oltre all’iconostasi, tra gli esempi più luminosi dello stile veneto-bizantino.

Realizzati tra il VII e l’XI secolo, sono stati esposti all’azione dell’umidità e del sale per oltre un millennio e mezzo. Oltre a restaurare i 227 metri quadrati di mosaici bizantini che la adornano internamente, la campagna di Save Venice ha curato le deteriorate pareti esterne e interne dell’abside. Ciascuna sezione di mosaico e muratura sottostante è stata sottoposta a trattamento conservativo in concomitanza con la corrispondente sezione di muratura esterna.

Estendendosi per circa 85 metri quadrati tra l’iconostasi e l’altare maggiore, si pensa che questa pavimentazione decorativa risalga all’XI secolo ed è composta da prezioso marmo e tessere di pietra in disegni geometrici. Durante i recenti interventi di Save Venice a Torcello, si è scoperto che il tetto richiede riparazioni essenziali per garantire la stabilità e la conservazione strutturale della chiesa. Mentre il Patriarcato di Venezia finanzierà i lavori sul tetto, i finanziamenti sono prima necessari per il delicato pavimento a mosaico, che non sarà in grado di sopportare il peso dell’impalcatura interna richiesta.

Il pavimento deve quindi essere curato prima, prima del tetto. La conservazione comporta il distacco del pavimento a mosaico in sezioni, la rimozione e la sostituzione della malta, l’integrazione delle tessere di mosaico mancanti e il posizionamento di ogni sezione su una nuova base. Le porzioni distaccate saranno trattate in un laboratorio temporaneo allestito nella quarta navata chiusa della chiesa. Una volta completati i lavori sul tetto nel 2025, i segmenti di mosaico restaurati saranno reinstallati nel presbiterio, in cima a un nuovo sottofondo che sarà creato.

Giovanni Cucco al lavoro sui mosaici parietali di San Donato a Torcello

Enrico Tantucci, 12 settembre 2023 | © Riproduzione riservata

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