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Laura Lombardi
Leggi i suoi articoliDopo il riconoscimento della Regione e la nomina del nuovo direttore Fabrizio Burchianti (già direttore «reggente» dal 2012 ma ora vincitore del concorso), il Museo Etrusco Guarnacci, uno dei più antichi d’Europa donato dal nobile abate Mario Guarnacci (1701-85) al «pubblico della città di Volterra», inizia una nuova vita. Il museo archeologico, fondato nel 1761, ricchissimo di reperti etruschi, tra cui le celeberrime urne, e il più visitato in Toscana (battendo quindi anche il Museo Archeologico Nazionale di Firenze), ha infatti ottenuto, tramite la Regione Toscana, un grosso finanziamento dalla Comunità europea, che rappresenta circa i due terzi del complessivo budget di un milione e mezzo di euro, raggiunto grazie al contributo del Comune di Volterra.
Per il riallestimento del museo, divenuto impellente dopo anni dalla scomparsa dell’ultimo direttore «ufficiale», Gabriele Cateni, è stata creata nel 2017 una commissione tecnico-scientifica, con a capo Andrea Muzzi, soprintendente per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno, e di cui fanno parte Elena Sorge, funzionario della suddetta Soprintendenza, i professori Marisa Bonamici e Adriano Maggiani, noti etruscologi, l’architetto Alessandro Bonsignori e il neodirettore Burchianti. La commissione ha elaborato un progetto in accordo con lo studio Guicciardini & Magni, vincitore della gara per i lavori di ristrutturazione e già attivo a Volterra nel Museo della Diocesi.
«Il Museo Guarnacci è un museo storico e non aveva proprio senso sconvolgere l’assetto già esistente, ma piuttosto mantenerne il valore identitario, come spiega Burchianti, ripristinando la collezione anche nelle sale che negli anni ’50-60 avevano subito manipolazioni che ne avevano alterato la bellezza: tra queste lo scialbo degli affreschi, ora invece recuperati, che risalgono agli anni Settanta del XIX secolo». In realtà, annota Elena Sorge, «vi sono stratificazioni di affreschi anche precedenti, ma abbiamo preferito recuperare solo quelli risalenti all’epoca in cui il museo fu trasferito nella sede attuale (1877). Abbiano inoltre conservato, restaurandole, tutte le originali vetrine settecentesche, ad eccezione di quella della statuetta votiva conosciuta come "Ombra della sera”».
Oltre alla rimessa a norma di tutti gli impianti e al cambiamento dell’illuminazione, che svolge un ruolo essenziale nella valorizzazione delle opere, sarà riallestito anche il secondo piano dove si trovava la biblioteca Guarnacci, trasferita nel 1985, e l’altana (terrazzo belvedere, Ndr). «Il museo avrà così una doppia anima», come precisa Burchianti: infatti, in questa sezione, dove lo studio Guicciardini Magni ha avuto più libertà di intervento, aggiunge Elena Sorge, «sarà ora allestita la sezione topografica di Volterra (prima situata nelle prime tre sale al piano terreno), poi la sala conferenze e lo studio del nuovo direttore».
Il coperchio dell'Urna degli Sposi in terracotta, nel Museo Guarnacci
Laura Lombardi
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