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Alessandro Martini
Leggi i suoi articoliTorino. Dopo Napoli, Vicenza e Verona, anche il capoluogo subalpino avrà la sua Galleria d’Italia. Non sarà nel grattacielo di Renzo Piano, abituale sede delle iniziative culturali di Intesa Sanpaolo (promosse dalla Direzione Arte, Cultura e Beni Storici guidata da Michele Coppola), bensì il secentesco Palazzo Turinetti in piazza San Carlo, il salotto della città: già storica sede dell’Istituto Sanpaolo, è oggi la sede legale del gruppo bancario.
La nuova Galleria d’Italia, quarto polo del gruppo, sarà dedicata a potenziare ulteriormente alcune delle eccellenze culturali di Torino: in primis, la fotografia (la città vanta tra l’altro Camera, Centro Italiano di Fotografia di cui la stessa Intesa Sanpaolo è socio fondatore) e il cinema. Il progetto architettonico, affidato a Michele De Lucchi, prevede la realizzazione entro il 2022 di tre piani sotterranei in cui troveranno spazio le attività e la collezione (tra cui l'Archivio Publifoto, recentemente acquisito dalla banca e costituito da 7 milioni di scatti fotografici dagli anni Trenta agli anni Novanta del 900): dei 6mila metri quadrati oggetto del cantiere, 3mila saranno riservati alle attività espositive.
La nuova iniziativa costituisce un ulteriore e fondamentale tassello nell’ipotesi di realizzare quel grande evento annuale dedicato alla fotografia di cui in città si parla da tempo. Accanto alle Ogr, progetto interamente finanziato dalla Fondazione Crt, la quarta Galleria d’Italia torinese è il segno evidente della strategia di Intesa Sanpaolo, sempre più «attore» in campo culturale e sempre meno semplice erogatore di finanziamenti.
Alessandro Martini
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