Image

La domus del Frutteto

Image

La domus del Frutteto

Pompei, riaprono cinque domus restaurate

Nella Piramide degli scavi e al Museo Archeologico Nazionale di Napoli allestita la mostra su mito e natura

Carlo Avvisati

Leggi i suoi articoli

Pompei (Napoli). Dopo i restauri che hanno riguardato in massima parte gli apparati decorativi sono state riaperte cinque domus recuperate nell’ambito del Grande Progetto Pompei. In contemporanea nelle due sedi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Mann) e della «Piramide» all’interno dell’Anfiteatro di Pompei è stata inaugurata la mostra «Mito e Natura dalla Grecia a Pompei», già presentata in Palazzo Reale a Milano e qui arricchita di nuove opere.
Le case riaperte alle visite a partire da domani (anche se potrà essere applicata una rotazione nelle aperture, per carenza di personale di custodia), sono quella di Giulia Felice, del Frutteto, di Venere in conchiglia, di Marco Lucrezio e di Ottavio Quartione.
Il segmento pompeiano della mostra che, come ha voluto sottolineare il direttore generale Massimo Osanna, «nasce durante il Grande progetto e come tutte le
imprese di Pompei ha richiesto l’impegno di un gruppo nutrito di professionisti»
punta a evidenziare il collegamento della natura e dei suoi prodotti (pani, semi, frutti carbonizzati) con l’arte e dunque con la raffigurazione degli stessi nei quadretti dipinti che arricchivano le pareti delle domus pompeiane. Curata dallo stesso Osanna, da Grete Stefani e Michele Borgongino, la rassegna di Pompei chiuderà il 15 giugno. 

L’esposizione napoletana, curata da Gemma Sena Chiesa, Angela Pontrandolfo e Valeria Sampaolo e allestita nel salone della Meridiana del Mann, si articola invece in un percorso poco indagato in antico: la rappresentazione dell’ambiente. Le opere in mostra seguono il filo di grandi temi quali i paesaggi, i giardini, il verde reale e il verde dipinto, lo spazio e i miti, le vignette con scene di caccia e paesaggi bucolici. «Questa mostra, ha sottolineato Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico napoletano, è stata anche l’occasione per valorizzare molti reperti, di solito non esposti, oltre a uno stimolo per riaprire in via definitiva gli storici giardini del Palazzo». Nel giardino orientale dell’Archeologico sarà infatti ricostruito il «giardino romano» con pergolati di viti, rose e frammenti di sculture. Inoltre verrà esposta, nel portico XLV, una parte del grande ninfeo marittimo di Massa Lubrense, che è interamente ornato con motivi floreali e faunistici.

Articoli correlati:
Il Nilo bagna Torino, Pompei e Napoli

La domus del Frutteto

Giardino e ambienti della domus di Giulia Felice

Ingreesso della Casa di Quartione

Parete affrescata della casa di Giulia Felice

Quadretto con Platone su una parete del giardino di Giulia Felice

Un affresco con natura morta allestito nella Piramide dell'Auditorium degli scavi di Pomepi

Reperti in mostra nella Piramide

Carlo Avvisati, 15 marzo 2016 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Riaperta dopo vent’anni e dopo accurati interventi di restauro una delle domus più interessanti del Parco Archeologico di Pompei

Ritrovato vicino al Parco di Pompei, servirà un anno per restaurarlo

Nel portico orientale della Palestra Grande illustrato il concetto di venustas

A Castellammare di Stabia ottomila reperti nella reggia di Quisisana

Pompei, riaprono cinque domus restaurate | Carlo Avvisati

Pompei, riaprono cinque domus restaurate | Carlo Avvisati