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Micaela Deiana
Leggi i suoi articoliFino al 14 febbraio è visitabile al museo Man la mostra «Paul Klee. Mondi animati», a cura di Pietro Bellasi e Guido Magnaguagno, con il coordinamento scientifico di Raffaella Resch. Il progetto espositivo fa parte di un programma di ricerca pluriennale sugli aspetti meno noti della produzione dei grandi artisti del Novecento.
Così, dopo l’appuntamento dello scorso autunno sul rapporto fra Alberto Giacometti e l’archeologia, quest’anno il museo si concentra sulla figura dell’artista svizzero (1879-1940), di cui indaga la poetica seguendo il filo rosso dell’animismo, del principio vitale generativo insito nella materia delle cose.
La mostra raccoglie una cinquantina di opere, grazie a prestiti museali e collezionisti privati, fra tele, acquerelli e disegni. Preziosi e per lo più di piccolo formato, quello su cui più comunemente si esprimeva Klee, i lavori vengono valorizzati da un allestimento teatrale, che risolve intelligentemente le esigenze illuminotecniche (vista la delicatezza di molti dei materiali) e coniuga le necessità conservative con un alto impatto emozionale, invitando lo spettatore a una fruizione ravvicinata e intima. Il catalogo è pubblicato da Magonza Editore.
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