Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Fiorella Fiore
Leggi i suoi articoliDurante i lavori di riqualificazione di un’area parcheggio, nella zona di Porta Pistola sono state scoperte tracce di un nuovo edificio, con fosse granarie, murature di contenimento e la presenza di una Crocefissione e scene della Passione ipoteticamente datate al XVI-XVII secolo. Lo scavo, diretto sul campo dall’archeologa Isabella Marchetta, è stato prescritto dalla Soprintendenza a seguito delle prime risultanze durante la sorveglianza archeologica.
«L’archeologia preventiva è obbligatoria nei centri storici, anche se a rimuoversi sono solo pochi centimetri. Chi la discute, soprattutto in questi ultimi tempi nelle sedi di governo, ha la risposta più chiara nel caso di Porta Pistola. Che per fortuna non è unico», spiega Isabella Marchetta.
Quanto ai dettagli del ritrovamento: «Gli ambienti venuti in luce, con tutto il sistema di utilizzo dell’area, dalle fosse granarie, alle cisterne, al basolato storico, concorrono a dimostrare l’unica vera e oggettiva sostanza della ricerca: l’importanza delle tracce, anche quelle apparentemente meno rilevanti. L’edificio sotterrato con il ciclo di pitture murarie individua ambienti forse connessi al Convento delle Sante Agata e Lucia oppure alla Chiesa di Sant’Eustachio de’ Posterga. È presto per dirlo», conclude l’archeologa.
L’area era stata interessata da interventi di riqualificazione negli anni Trenta, con l’abbattimento di edifici per la costruzione dell’attuale via Madonna delle Virtù per congiungere il Sasso Barisano con il Sasso Caveoso.
Un particolare della Crocefissione, XVI-XVII secolo
Altri articoli dell'autore
Tra «cantieri-evento» e spettacoli di luci e musica elettronica, la città lucana ha inaugurato l’anno da «Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo»
Continuano le indagini per mettere in luce l’edificio teatrale dell’antica città magnogreca del IV secolo a.C., oggi Policoro in provincia di Matera
Vincitore del XXVII Premio Pino Pascali, l’artista e gli ultimi dieci anni della propria produzione sono i protagonisti della mostra all’omonima Fondazione del riconoscimento
Avviato il percorso verso Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, progetto che rafforza il ruolo della cultura come leva di sviluppo e cooperazione tra Europa e Mediterraneo, ampliando l’esperienza del 2019. Intervista con l’architetta Rita Orlando


