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Innocenti in tremila metri e su tre livelli

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Laura Lombardi

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Lo Spedale degli Innocenti in piazza Santissima Annunziata coi celebri tondi in terracotta invetriata di Luca della Robbia, che scandiscono il portico quattrocentesco progettato da Filippo Brunelleschi, è stata la prima istituzione laica nel mondo a occuparsi in maniera esclusiva di assistenza ai bambini. Il patrimonio conservato dal 1419, anno della fondazione dello Spedale, accresciutosi con donazioni successive (tra cui opere di maestri celeberrimi come Botticelli), trova ora un’adeguata valorizzazione che coniuga la vocazione del luogo, dedicato all’infanzia e alla famiglia (ospita tuttora asili nido e case di accoglienza), con la bellezza delle opere d’arte che vi sono conservate. Dal 23 giugno, infatti (dal 24 al pubblico), saranno fruibili 1.456 metri quadrati di percorso espositivo su tre livelli del nuovo Museo degli Innocenti, cui si aggiungono 1.655 mq per eventi, mostre temporanee, attività educative, convegni e attività di formazione, bookshop specializzato per bambini e ragazzi, e una caffetteria nel Verone quattrocentesco. 

«Il Museo non ha autonomia giuridica all’interno dell’istituzione, spiegano Eleonora Mazzocchi e Stefano Filipponi, rispettivamente curatrice e coordinatore del museo e del progetto, ma l’ente ha inserito nello statuto lo studio e la valorizzazione del patrimonio del museo; ha creduto dunque nella funzione educativa dei beni che conserva: la missione dell’ente e il valore culturale del patrimonio sono elementi che si rafforzano a vicenda». Da qui è partita l’esigenza di realizzare interventi impegnativi sull’edificio, dalle barriere architettoniche alla climatizzazione. Il percorso, avviato nel 2010 con la firma dell’accordo di programma tra Stato e Regione Toscana, ha visto la collaborazione tra Istituto degli Innocenti e Regione Toscana, Soprintendenze, Opificio delle Pietre Dure e Università. Il valore del progetto complessivo ammonta a 12,8 milioni di euro (7,2 dalla Regione, il resto da risorse dell’ente). La progettazione architettonica e dell’allestimento è stata affidata a un gruppo di architetti guidati da Ipostudio, vincitori di un concorso internazionale bandito nel 2008 dall’Istituto (cfr. n. 360, gen. ’16, p. 18). 

Il percorso espositivo si articola su tre livelli: dal seminterrato, dove è illustrata la storia dell’istituzione nei suoi 600 anni di vita attraverso opere d’arte e documenti di archivio, si prosegue nei due cortili del piano terreno in cui, attraverso strumentazioni multimediali (che saranno compiute nei mesi successivi all’inaugurazione), si narrano gli interventi che nel tempo hanno adeguato gli spazi dello Spedale alle esigenze di accoglienza e assistenza dello Spedale, primo brefotrofio d’Europa. Al primo piano sono esposte le opere d’arte più importanti, con un allestimento che ricostruisce la disposizione di quelle che erano negli altari della chiesa di Santa Maria degli Innocenti: l’«Adorazione dei Magi» di Domenico Ghirlandaio, lo «Sposalizio mistico di santa Caterina» di Piero di Cosimo e l’«Incoronazione della Vergine» di Neri di Bicci. In fondo alla galleria, in un percorso che va da Giottino, Giovanni del Biondo, Luca della Robbia, Benedetto Buglioni, fino a maestri del Cinquecento quali il Poppi, frutto di donazioni successive è stato riaperto l’accesso, murato nel corso di precedenti restauri, al Coretto delle Balie. L’approccio dell’Istituto alla valorizzazione è stato possibile grazie al coinvolgimento anche dell’Office of Resarch Innocenti, appositamente istituito dall’Unicef. Sempre in collaborazione con l’Unicef è la mostra in programma a fine anno, che si terrà anche a New York.

Laura Lombardi, 21 giugno 2016 | © Riproduzione riservata

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Innocenti in tremila metri e su tre livelli | Laura Lombardi

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