Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Redazione GdA
Leggi i suoi articoliNonostante siano stati compiuti molti progressi nello studio della lingua etrusca, restano ancora da sciogliere i significati di molte parole, quelle che non hanno relazione con le lingue più antiche a noi note (e derivanti dall’indoeuropeo). Scarsità di testi lunghi e ripetitività di quelli brevi, soprattutto in ambito funerario, giuridico e commerciale, non sono di aiuto nella comprensione della lingua che resta comunque un tema affascinante e aperto al dibattito, come del resto è stato per anni il problema delle origini del popolo etrusco (cfr. anche articolo a p. 26).
Proprio per questo motivo il Louvre, il Museo Henri Prades di Lattes (Montpellier) e il Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona (Maec) hanno dato vita alla mostra «Gli Etruschi maestri di scrittura. Società e cultura nell’Italia antica», in corso al Maec fino al 31 luglio (catalogo Silvana Editoriale), in cui si dà conto delle recenti ricerche sul tema.
Non mancano dunque i documenti più significativi dell’epigrafia etrusca, la Mummia di Zagabria, le famose Lamine di Pyrgi, la Tabula di Capua e il cippo di Perugia, a cui si accompagnano i ritrovamenti vicino a Montpellier (sito di Lattara) e la Tabula cortonensis, per presentare supporti e tecniche di scrittura, modalità di insegnamento e trasmissione dell’alfabeto nonché classificazione delle iscrizioni a seconda del settore di appartenenza.
Altri articoli dell'autore
La mostra «Meraviglia. Viaggio nell’arte di Ezio Gribaudo», a cura di Roberto Mastroianni, Sara Lyla Mantica e Valeria Amalfitano, trasforma l’esposizione in un percorso dinamico tra villa e Archivio Gribaudo
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli revoca gli incarichi chiave della propria struttura, azzerando lo staff operativo del Collegio Romano. Colpiti la segreteria tecnica e quella personale. La decisione arriva dopo settimane di tensioni tra dossier controversi e conflitti politici interni. Si apre una fase di ridefinizione della governance con effetti sul sistema culturale.
Tra memoria archeologica e ricostruzione culturale, il Padiglione siriano alla Biennale di Venezia trasforma Palmira in simbolo universale di resilienza, pluralità e patrimonio condiviso
La mostra «Solid Brushstrokes» alla galleria Scaramouche di Milano ripercorre il percorso di Nino Mustica, artista nato ad Adrano nel 1946, tra pittura, scultura e sperimentazione tecnologica. Un’antologica che mette in luce la sua ricerca multidisciplinare e la svolta verso il 3D, evidenziando un linguaggio in cui forma, spazio e colore si fondono in continua trasformazione


