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Elena Correggia
Leggi i suoi articoliL’anno di incanti di Il Ponte si inaugura, ormai come tradizione, con un’asta di libri, antichi e d’artista, che si svolgerà a Milano il 31 gennaio. Il dipartimento libri e manoscritti ha chiuso il 2022 con una crescita che consolida il lavoro degli ultimi anni (il fatturato è stato di oltre 1,52 milioni di euro) e propone ora un catalogo ricco e variegato. I libri d’artista occupano un posto di rilievo, in particolare con una copia ad personam della Bibbia illustrata da Salvador Dalì, in perfette condizioni di conservazione, composta da 5 volumi con 105 litografie e una gouache originale (la stima è di 40-60mila euro).
«Il genere del libro d’artista si sta sviluppando sempre di più grazie all’interesse di collezionisti appassionati di arte contemporanea che si accostano così ad oggetti più a portata di budget», spiega Stefania Pandakovic, capodipartimento di libri e manoscritti di Il Ponte. In asta ci sono varie opportunità, dai lavori di Bruno Munari a quelli di Ugo Nespolo e Joan Mirò, ma anche un libro di Enrico Castellani che presenta una estroflessione in copertina (500-800) e uno di Agostino Bonalumi (1.000-1.500), entrambi pubblicati da Colophon, casa editrice di Belluno, nei primi anni Duemila. «Sono lavori per i quali è difficile dire se si tratti di un libro o di una vera opere d’arte», aggiunge l’esperta.
Significativa poi la selezione di incunaboli, con Dante ancora una volta protagonista dopo che la Divina Commedia stampata a Venezia da Vindelino da Spira nel 1477 è stata il top lot 2022 del dipartimento, aggiudicata per 93.750 euro nel gennaio dell’anno scorso. Questa volta è proposta un’altra importante edizione di quest’opera di fama universale, un capolavoro della tipografia bresciana del 1487, in cui per la prima volta Inferno e Purgatorio sono completamente illustrati (stima 30-50mila euro).
A riscuotere costante successo sono poi i libri di viaggi ed esplorazioni, trainati da un collezionismo estero, soprattutto statunitense, appassionato di mappe del ’500 e ’600. La ricca raccolta di mappe in catalogo, circa una quarantina, comprende una rara mappa della Sicilia del 1585 di Mario Cartaro (800-1.200) e una dell’Asia minore di Giacomo Gastaldi (8-12mila). Dello stesso autore è proposta anche una delle più rilevanti carte dell’Italia apparse nel XVI secolo (8-12mila). È presente poi il «Novus Atlas Sinensis» di Joannes Blaeu e Martinus Martini, il primo atlante europeo della Cina con descrizioni e coordinate geografiche delle quindici province dell'impero e la delineazione precisa dei confini (8-12mila). Non manca infine un caposaldo della letteratura del genere, ovvero la prima edizione del «Theatrum orbis terrarum»del 1579 del cartografo belga Abraham Ortelius (10-15mila).
«Una tematica che dieci anni fa non era ricercata e che ora sta tornando in auge è poi quella dei testi di medicina», continua Pandakovic, «e fra gli esemplari che proponiamo in asta spiccano le Icones anatomicae di Leopoldo e Floriano Caldani, (1801-1814), un’ottima copia della più grande raccolta di riproduzioni anatomiche mai pubblicate, le cui tavole sono incise magistralmente (la stima è 4-6mila ndr)». C’è infine attesa per un’edizione del 1778-79 delle Carceri d’invenzione di Giovanni Battista Piranesi, autore che suscita sempre molto interesse fra i collezionisti non solo italiani ma anche d’oltreoceano (20-30mila) e, in ambito letterario, per una seconda edizione del 1886 delle «Avventure di Pinocchio» di Carlo Collodi, il libro per l’infanzia più letto al mondo (3-5mila).
Theatrum orbis terrarum di Abraham Ortelius (1579), stima 10-15mila euro. Cortesia di Il Ponte casa d'aste
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