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Olga Scotto di Vettimo
Leggi i suoi articoliLa galleria Paola Verrengia conferma con le proposte espositive di dicembre una varietà di interessi, che spaziano nelle più diverse e distanti ricerche linguistiche. La prima mostra, «Pop Art in Italia. Ieri, oggi, domani» (aperta fino al 12 gennaio), curata da Antonello Tolve, affronta il tema attraverso due diverse generazioni: da un lato gli artisti storici Mario Ceroli, Valerio Adami, Tadini, Mario Schifano, Tano Festa, Giosetta Fioroni; dall’altro i più giovani per i quali il curatore afferma che si è dinnanzi a una sorta di «poliglottismo tecnico e materico, nonché di babele linguistica», che si esprime attraverso l’ironia di Francesco De Molfetta (1979), gli stereotipi femminili degli anni ’50 di Romina Bassu (1982), i riferimenti ai «Peanuts» di Charles M. Schulz di Michele Chiossi (1970) e ai supereroi di Giampaolo Frizzi (1969), il gigantismo pop alla Oldenburg di Lucio Perone (1972) e l’«allucinato verismo» di Giuseppe Restano (1970).
Il 19 gennaio, invece, si inaugura «Murano 5.0» (fino al 12 febbraio), progetto in progress dell’artista e designer Alessandro Ciffo (Biella, 1968), già presentato presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, alla Must Gallery di Lugano nel 2016 e al Venice Design alla Biennale di Venezia nel 2017. Il lavoro, proposto a Salerno in un’inedita versione, prevede un’installazione luminosa, «Sinapsi», una grande anfora e una serie di vasi e murrine della collezione Cristal. Ciffo realizza, così, un ambiente sospeso in silicone, giocato sulla luce e sulle trasparenze che sono proprie, invece, del vetro.
«Of America» di Franco Angeli, 1968
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