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«Split IV» (2023) di Ayobola Kekere-Ekun (un particolare). Cortesia dell’artista & C+N Gallery CANEPANERI

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«Split IV» (2023) di Ayobola Kekere-Ekun (un particolare). Cortesia dell’artista & C+N Gallery CANEPANERI

Ayobola Kekere-Ekun ricostruisce il tempo che fu

I nuovi ed elaborati lavori della giovane artista nigeriana, allestiti da C+N Gallery CANEPANERI sono ricchi di rimandi espressivi e di toni gioiosi

Francesca Interlenghi

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A partire dal 7 novembre, nella sede milanese di C+N Gallery CANEPANERI è allestita la prima personale in Italia all’artista nigeriana Ayobola Kekere-Ekun (Lagos, 1993), presentando per l’occasione un nuovo nucleo di lavori. La mostra dal titolo «Another Life», a cura di Domenico De Chirico, dà conto dei temi portanti della ricerca dell’autrice, particolarmente interessata ad esplorare le questioni legate al genere, alla mitologia, al potere e alla condizione umana e a svelare le connessioni tra identità individuale e collettiva, con lo scopo di analizzare il carattere plurale del genere umano e cercando di dare un senso a quest’ultimo in relazione al caos, cifra del nostro tempo presente.

Nelle opere di Kekere-Eku l’abilità manuale svolge un ruolo centrale. L’artista adotta infatti un metodo di lavorazione chiamato «quilling», che consiste nell’utilizzo di strisce di carta che vengono dapprima arrotolate, successivamente modellate e infine incollate. Il suo processo creativo, lungo e laborioso, inizia con un’approfondita riflessione sui materiali da impiegare, quali tipologie di carte utilizzare, la loro grammatura, la consistenza dei tessuti, la scelta dei colori e dei dettagli da inserire.

Il tutto concorre a costruire un linguaggio narrativo ricco di rimandi espressivi e di accenti cromatici gioiosi, contraddistinto da una tridimensionalità che pare animare in maniera sempre diversa le figure protagoniste delle composizioni, a seconda della prospettiva dalla quale vengono osservate. Con il suo lavoro, che è strettamente connesso alle sue esperienze personali, l’artista tenta di ricostruire la propria infanzia, sia quella reale che quella immaginaria, attingendo a vecchie fotografie di famiglia che cristallizzano scene del quotidiano, anche apparentemente casuali, contaminandole con riferimenti alla cultura pop.

E nel tentativo di comprendere il senso della propria vicenda esistenziale, fruga nel passato per andare alla ricerca di elementi per lei significativi, li reinventa dando loro un’altra vita (come si evince dal titolo della mostra), traslando il discorso da un piano personale a uno universale, dicendo di lei ma dicendo di tutti. Le opere raccolte, visibili sino al 7 gennaio 2024, rivelano l’abilità di Kekere-Eku di creare «immagini e forme sempre nuove e sorprendenti, chiosa il curatore, che, nel suo caso, evocano le frivolezze della cultura dei selfie in congiunzione con argomenti più profondi come la percezione di sé, l’autodeterminazione, il voyeurismo, l’evasione e il processo autoritario tipico della propaganda».

«Split IV» (2023) di Ayobola Kekere-Ekun (un particolare). Cortesia dell’artista & C+N Gallery CANEPANERI

Francesca Interlenghi, 04 novembre 2023 | © Riproduzione riservata

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