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Melania Lunazzi
Leggi i suoi articoliÈ al vaglio della sede veneziana dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e del Ministero della Giustizia la possibilità di dare nuova visibilità pubblica al grande mosaico che racconta la storia del tabacco, dalla sua coltivazione nelle Americhe alla produzione industriale in Italia, di cui si è da pochi mesi concluso il restauro ad opera dell’Istituto Veneto per i Beni Culturali. Si tratta dell’eccezionale, e unico nel suo genere, doppio fregio musivo realizzato nel 1962 per la rivendita della Manifattura Tabacchi che si trovava fino al 1967 a Venezia in Piazza San Marco nell’edificio delle Procuratie Nuove.
Disegnato dall’artista veneziano Amos Scorzon (Dolo,1885-1963) su commissione del Monopolio di Stato e composto dall’artigiano mosaicista Renato Gregorini, era caduto nell’oblio dopo le vicissitudini che ne avevano visto la dismissione e lo spostamento dalla sede originaria verso i magazzini della ex fabbrica della Manifattura Tabacchi, avente sede sempre a Venezia, in Piazzale Roma. Dal 1967, anno della chiusura della rivendita in Piazza San Marco, sopra il cui banco, alle pareti, campeggiavano i due grandi fregi principali (lunghi 5,5 metri e composti ciascuno da 5 pannelli) e altri due più piccoli, il mosaico non era stato più visibile.
Riscoperto durante l’avvio dei lavori di riconversione della fabbrica di Piazzale Roma in Cittadella della Giustizia, e tutelato dalla Dichiarazione di interesse culturale da parte della Soprintendenza di Venezia, nel 2019 il mosaico, composto in totale da 14 pannelli musivi, è stato affidato alle cure dell’Istituto Veneto nell’ambito delle sue attività di formazione professionale sostenute dalla Regione Veneto.
L’opera è stata prima curata nei supporti in Eraclit, in parte disgregati, con stuccature e integrazioni e, successivamente, restaurata nel manto musivo, con operazioni di rimozione di vernici protettive, pulitura e integrazione delle lacune. Attualmente è custodito in Villa Pisani a Stra (Ve) in attesa di ricollocazione pubblica.
Nell’asciutta iconografia del dipinto viene raccontata efficacemente la coltivazione del tabacco nelle Americhe fino alle prime importazioni in Europa: nel primo fregio, raffigurante una donna china su una pianta di tabacco, due velieri e due fumatori in abiti d’epoca, è ricordata anche la data 1561, anno in cui Giovanni Nicot invia i primi semi della pianta del tabacco a re Enrico II di Francia (da cui il primo appellativo del tabacco, «herb de Nicot», poi nicotina); il secondo fregio illustra invece il passaggio dalla raccolta alla produzione industriale, con le cosiddette tabacchine impegnate al lavoro in fabbrica e la raffigurazione della sede veneziana della fabbrica stessa.
Motivo quest’ultimo che potrebbe portare alla decisione di cedere al Ministero della Giustizia l’opera in esposizione permanente proprio nella sede della Cittadella della Giustizia, inaugurata nel 2024. La trattativa con l’Agenzia delle dogane, che è proprietaria del raro manufatto, importante documento per la storia del mosaico novecentesco a Venezia, è ora in corso.
Un dettaglio del fregio musivo, realizzato nel 1962 per la rivendita della Manifattura Tabacchi, prima del restauro
Un dettaglio del fregio musivo, realizzato nel 1962 per la rivendita della Manifattura Tabacchi, prima del restauro
Melania Lunazzi
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