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Ivan Konstantinovich Aivazovsky, «View of Capri», 1899

Courtesy of Bonhams

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Ivan Konstantinovich Aivazovsky, «View of Capri», 1899

Courtesy of Bonhams

Un capolavoro di Aivazovsky all’asta Bonhams

L’olio su tela “View of Capri” del maestro russo del mare romantico, stimato fino a 350mila euro, incanta con luce, atmosfera e profondità marina in un’asta dedicata agli Old Master e alla pittura del XIX secolo

Monica Trigona

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All’asta del 21 aprile presso Bonhams Cornette de Saint Cyr, dedicata agli Old Master e alla pittura del XIX secolo, emerge con particolare forza un dipinto che sembra condensare in sé l’intera poetica del mare romantico europeo:«View of Capri» di Ivan Konstantinovich Aivazovsky (Feodosija, 1817 - 1900). Con una stima compresa tra 250mila e 350mila euro, l’opera, olio su tela di dimensioni generose, è uno dei lotti di punta della vendita e rappresenta anche una rara occasione per osservare da vicino la maturità luministica del grande maestro russo della pittura marina. Aivazovsky occupa una posizione quasi mitica nella storia della pittura ottocentesca. Nato e cresciuto sulle rive del Mar Nero, l’artista trasformò il mare nel proprio teatro assoluto, costruendo una carriera fondata su una sensibilità atmosferica senza eguali. Nell'olio proposto dalla maison, il Mediterraneo è rappresentato quasi fosse un organismo vivente. Si tratta infatti di una distesa d’acqua che si distende verso l’orizzonte con una calma quasi metafisica, interrotta soltanto dal ritmo leggerissimo delle increspature che catturano e rifrangono la luce.

La composizione si fonda su un equilibrio di grande raffinatezza. Il cielo occupa una parte dominante della tela, come spesso accade nella pittura di Aivazovsky, e diventa il vero protagonista della scena. Le gradazioni cromatiche passano con estrema delicatezza dai blu limpidi dell’aria mediterranea a tonalità più calde e dorate verso la linea dell’orizzonte, creando una profondità quasi infinita. Il mare, specchio mobile di questa luminosità, restituisce riflessi perlacei e vibrazioni di azzurro che sembrano respirare con l’atmosfera circostante.

La riva di Capri, popolata da minuscole figure appena accennate, introduce una misura umana che amplifica, per contrasto, la vastità dello spazio naturale. È un dispositivo compositivo tipico di Aivazovsky: l’uomo appare piccolo, quasi fragile, di fronte alla grandiosità della natura. Ma qui la natura non è tempestosa o minacciosa, come nelle celebri tempeste dell’artista (si pensi alla «Nona onda» o a «L'addio al mare di Puškin»), bensì immersa in una quiete solare, in quella sospensione luminosa che appartiene alle giornate mediterranee più limpide.

Se l’opera colpisce per la sua apparente semplicità è in realtà il risultato di una straordinaria padronanza tecnica. La prospettiva aerea è trattata con una leggerezza magistrale. Le distanze si dissolvono gradualmente nella luce, mentre la materia pittorica rimane sorprendentemente fluida. Aivazovsky dipingeva spesso senza lunghi studi preparatori, affidandosi alla memoria visiva e alla propria capacità di evocare atmosfere. Il risultato è una pittura che appare quasi improvvisata, ma che in realtà è sostenuta da una disciplina compositiva rigorosa. La presenza di questo dipinto in una vendita che attraversa secoli e scuole europee, dalla pittura fiamminga di Pieter Neeffs the Elder al ritratto aristocratico di Nicolas de Largillière, conferisce alla sezione russa dell’asta un peso particolare. In un contesto dominato da tradizioni pittoriche consolidate, Aivazovsky introduce infatti una dimensione più lirica e atmosferica, capace di dialogare tanto con il Romanticismo europeo quanto con la grande tradizione del paesaggio marino.

Monica Trigona, 16 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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