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Simone Facchinetti
Leggi i suoi articoliPer gli specialisti di Caravaggio sarà destinato a diventare uno strumento di lavoro indispensabile, da prendere in mano di frequente per un controllo o una verifica. Gli amanti delle letture complesse possono anche provare a testarlo, sapendo in anticipo che si tratta di un’impresa non facile.
L’autrice è Stefania Macioce, nota studiosa di temi caravaggeschi che ha consegnato alle stampe un’edizione aggiornata di un suo libro del 2010, uscito in occasione del IV centenario della morte di Caravaggio. All’epoca Maurizio Calvesi (venerato maestro dell’autrice), firmando la presentazione, si compiaceva delle quasi 1.100 voci che componevano il volume. Quello attuale ne aggiunge 106, oltre a 22 fonti e 60 inventari.
I numeri fanno capire abbastanza bene in che impressionante regesto ci si imbatte. Ci sono tutti i documenti fondamentali sulla vita e sulle opere di Caravaggio, ma anche quelli relativi alla famiglia, ai colleghi, ai collezionisti ecc., oltre alle menzioni inventariali. Queste ultime, almeno per certi secoli, possono essere interpretate come il sintomo più vistoso dell’incomprensione di Caravaggio, al quale erano attribuiti soggetti triviali o profani, oggi per noi impensabili. Per fortuna è arrivata la filologia a fare un po’ di chiarezza. Spesso dimentichiamo che l’immagine che ci siamo fatti di un pittore dipende in larga parte da questo genere di studi.
Arrivati a questo punto della ricerca mi pare saggia la decisione di Stefania Macioce di spedire nell’etere il proseguimento del lavoro, destinato a incrementarsi rapidamente nel corso del tempo.
Michelangelo Merisi da Caravaggio. Documenti, fonti, inventari 1513-1883,
di Stefania Macioce, 768 pp., Ugo Bozzi Editore, Roma 2023, € 95
«San Girolamo scrivente», di Caravaggio. © Galleria Borghese, Roma
La copertina del volume
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