Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Eileen Cowin, «Magritte with Easel», 1988, Los Angeles, Getty Center

Image

Eileen Cowin, «Magritte with Easel», 1988, Los Angeles, Getty Center

Tra panico e paradiso: la messinscena del reale di Eileen Cowin

Al LACMA di Los Angeles un’analisi dettagliata su una delle voci più coerenti e sottovalutate della Pictures Generation e della Narrative Photography americana

Viviana Bucarelli

Leggi i suoi articoli

Da oltre cinquant’anni, Eileen Cowin (New York, 1947) conduce un’indagine silenziosa ma implacabile sui territori ambigui della percezione visiva. La sua è una pratica artistica che non si limita a registrare la realtà, ma la seziona, la rimodella e, sistematicamente, la mette in discussione. Il risultato di una penetrante capacità analitica che viene presentato nella mostra «Eileen Cowin: Between Panic and Paradise», ospitata dal 23 agosto al 3 gennaio 2027 al BCAM-Broad Contemporary Art Museum, all’interno del palinsesto espositivo del LACMA. 

L’appuntamento di Los Angeles non si configura come una semplice retrospettiva di mezza estate, bensì come un’analisi dettagliata necessaria su una delle voci più coerenti e, al contempo, sottovalutate della Pictures Generation e della Narrative Photography americana, nonostante le sue 40 retrospettive e il fatto che le sue opere sono parte delle collezioni del Lacma e del Getty Museum. Organizzata direttamente dal LACMA, la mostra attinge generosamente sia dalle collezioni permanenti dell’istituzione californiana sia da importanti prestiti di musei del Southern California, offrendo uno sguardo d’insieme su una produzione transmediale che sposa procedimenti fotografici sperimentali, Polaroid, stampe a getto d’inchiostro e videoinstallazioni. 

La cifra stilistica di Cowin risiede da sempre nella narrazione. Ma anche nella deliberata e sistematica sfocatura del confine tra saggistica e finzione (nonfiction and fiction), finzione e realtà, ritratti di famiglia e soap opera, e una combinazione dei linguaggi di cinema, teatro e installazione. Laddove la fotografia documentaria del XX secolo cercava la verità nell’istante oggettivo, Cowin si sofferma sulla messinscena teatrale e nell’allusione. Le sue immagini non raccontano una storia lineare, ma ne suggeriscono le premesse o le conseguenze drammatiche, forzando lo spettatore a farsi testimone e interprete. C’è un debito profondo, nei suoi tagli geometrici e nelle sue atmosfere sospese, verso il cinema d’autore, specie il thriller, la letteratura psicologica, la poesia e la pittura classica. Temi universali come la rivalità, il romanticismo, la mortalità e il mistero insito nello svolgersi della vita quotidiana vengono così elevati a tesi esistenziali e filosofiche. 

I lavori esposti (tra cui spicca il recente e suggestivo «The Uninvited Visitor», 2025) evidenziano come la ricerca della fotografa si muova costantemente su un crinale di sottile tensione emotiva. Non è un caso che il titolo contenga le parole «panico» e «paradiso»: lo spazio domestico e relazionale indagato dall’artista oscilla perennemente tra il rifugio idilliaco e la prigione psicologica, un dualismo che chiunque abbia seguito l’evoluzione della fotografia concettuale negli ultimi decenni non potrà non trovare straordinariamente attuale. La mostra beneficia inoltre del sostegno del Contemporary Projects Endowment Fund e della Claire Falkenstein Foundation, a testimonianza di una rinnovata attenzione critica verso le pioniere della West Coast. Nota a margine di carattere logistico, ma non trascurabile per la mobilità urbana della metropoli californiana: l’apertura coincide con il debutto della nuova linea metropolitana D Line, che collega ora direttamente il centro cittadino con la stazione di Wilshire/Fairfax, proprio di fronte alle porte del museo. Un motivo in più per varcare la soglia del LACMA e lasciarsi catturare dalle inquietudini domestiche di Eileen Cowin.

Eileen Cowin, «Untitled» dalla serie «Family Docudrama», 1980, Los Angeles, Getty Center

Eileen Corwin, «Untitled», 1977

Viviana Bucarelli, 21 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

Viviana Bucarelli

Leggi i suoi articoli

Tra panico e paradiso: la messinscena del reale di Eileen Cowin | Viviana Bucarelli

Tra panico e paradiso: la messinscena del reale di Eileen Cowin | Viviana Bucarelli