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La Fortezza di Firmafede

© MiC

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La Fortezza di Firmafede

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Sarzana 2028, una candidatura di sistema

Presentata nella Sala della Trasparenza della Regione Liguria, la candidatura di Sarzana a Capitale Italiana della Cultura 2028

Carlino Corezzi

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Il presidente di Regione, Marco Bucci, e l’assessore alla Cultura, Simona Ferro, hanno illustrato il carattere corale dell’iniziativa che coinvolge venticinque Comuni, oltre ottanta istituzioni culturali, cinque università – tra cui l’Università di Genova – e circa duecento realtà associative. Da questo percorso condiviso sono nati più di sessanta progetti culturali, tra mostre, festival ed eventi, pensati in dialogo con università, fondazioni, parchi, categorie economiche e una diffusa rete civica. La cultura è pensata come leva di rigenerazione urbana, coesione sociale e sviluppo, in sinergia con grandi investimenti infrastrutturali già avviati, come la Ciclovia Tirrenica. Dopo le candidature del Tigullio e delle città di La Spezia e Savona, Sarzana è oggi la candidata ufficiale della Liguria, con l’obiettivo dichiarato di portare per la prima volta il titolo di Capitale Italiana della Cultura nel Nord-Ovest del Paese. Il progetto è sostenuto in modo compatto da Regione, ANCI Liguria e da una rete territoriale che abbraccia Val di Magra, Val di Vara e Golfo dei Poeti, estendendosi idealmente da Ventimiglia al Levante ligure, fino al sostegno di istituzioni francesi – come il Comune di Nizza – e al dialogo con la rete euro-mediterranea dell’Euroregione Alpi-Mediterraneo. Al centro del dossier sfide quali lo spopolamento dei borghi, le alternative alle grandi metropoli, la qualità della vita urbana, il turismo diffuso contro l’overtourism, la cultura come motore di formazione e di valorizzazione del Made in Italy. «La candidatura si inserisce in un quadro di investimenti già programmati che supera i 70 milioni di euro, destinati alla rigenerazione urbana e al rafforzamento delle infrastrutture culturali», ha sottolineato la sindaca Cristina Ponzanelli. Un ruolo centrale è affidato alle Fortezze Firmafede e Sarzanello, per le quali il Ministero della Cultura ha stanziato risorse specifiche: il loro recupero è il cuore del futuro Parco Urbano delle Fortezze, progetto simbolo di un’integrazione tra patrimonio storico, paesaggio e natura. Il 2028, nelle intenzioni dell’amministrazione, non è un traguardo ma un acceleratore di processi già in corso, pensati per lasciare un’eredità duratura sul piano sociale, economico e ambientale.

Fortezza di Sarzanello

Fortezza di Firmafede © Paolo Maggiani

La candidatura, diretta da Umberto Croppi, è guidata da un Comitato scientifico multidisciplinare che unisce radicamento territoriale e apertura internazionale. A presiederlo è il sarzanese Egidio Banti; tra i membri figurano Eike Schmidt, direttore del Museo di Capodimonte, Alessandra Guerrini, direttrice dei Musei Nazionali Liguria, l’urbanista Elena Granata, il direttore del Censis Massimiliano Valerii, Benedetta Marietti del Festival della Mente, Andrea Cerri per AGIS Liguria, il critico Luca Nannipieri, Paolo Giulierini, miglior direttore di musei d’Italia per due anni di fila al MANN, e altri. Filo conduttore l’identità di «Impavida», storicamente associata alla comunità sarzanese e riletta come metafora di una cultura coraggiosa, attiva, capace di incidere concretamente sulla qualità della vita. Entro il 20 gennaio il Ministero della Cultura selezionerà le dieci città finaliste tra le 23 candidate.

Carlino Corezzi, 15 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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